Intervista al presidente della “San Vincenzo” di Randazzo: “In aumento i bisognosi, cerchiamo di aiutare tutti”

Si è svolto a Milano, il 20 aprile scorso, il convegno commemorativo nel secondo centenario della nascita del beato Ozanam. Era il 1833 quando per la prima volta si riunì la “Conferenza” da lui organizzata, e i partecipanti erano davvero pochi. Tuttavia i principi ai quali la Società avrebbe dovuto ispirarsi erano ben chiari nella mente del  giovane studente Ozanam, pur non potendo egli certo immaginare il successo e la partecipazione successiva.
Per parlare di questa realtà abbiamo intervistato il prof. Pippo Crimi, presidente del consiglio centrale di Randazzo della “Conferenza San Vincenzo de’ Paoli”.
“Quelli che ispirano la San Vincenzo – esordisce Crimi – sono principi laici molto nobili i quali hanno come scopo l’elevazione spirituale degli assistiti, che passa attraverso quella dei membri stessi. Ma, oltre alla crescita spirituale, ci sono i bisogni materiali del fratello più bisognoso di cui non possiamo non tenere conto. E’ questo il modo in cui si esprime la nostra fede. Ciò è dimostrato dal fatto che, pur essendo passati quasi due secoli dalla prima Conferenza, tuttora questa venga strutturata in modo tale che coesistano la preghiera e l’azione pratica. In altri termini, la Conferenza inizia con la letture delle pagine del Vangelo, cui seguono due elementi imprescindibili per predisporsi all’aiuto al prossimo: la riflessione e la meditazione. Solo dopo si arriva al cuore dell’incontro: il dialogo sui problemi dei poveri e sulle strategie da mettere in atto per soccorrerli. I membri della Conferenza raccolgono, ogni volta che si riuniscono, tutto ciò che possono per aiutare i più bisognosi. Ciascuno dona in silenzio, secondo le proprie possibilità con un gesto che non vuole essere simbolico ma concreto e che non ha bisogno di vana gloria”.
“Mi viene in mente a questo proposito – sottolinea il presidente – una delle letture da sempre più belle per me, quella di San Paolo ai Corinzi, in due dei suoi punti: ‘Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli ma non avessi la carità sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante’ e ancora ‘la carità non invidia, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse…”.
– Professor Crimi, quante sono le conferenze a Randazzo?
“Sono sei: Santa Maria, Sacro Cuore, San Martino, San Nicola, San Francesco Di Paola e le Suore di Santa Giovanna Antida”.
Anche se in piccola scala, è già così presente nella cittadina!…
– Sono aumentati i bisognosi che chiedono aiuto alla società negli ultimi anni a causa della crisi?
“Certamente sì, sono sempre di più le famiglie che aiutiamo, i poveri sono aumentati”.
– Quali sono le richieste più frequenti?
“Ci domandano cibo e beni materiali di prima necessità. Non di rado ci chiedono di pagar loro le bollette di luce e gas. Li educhiamo a risparmiare il più possibile e, ovviamente, gliele paghiamo se possiamo; mentre la bolletta del telefono no, perché questo lo consideriamo già un lusso in queste condizioni”.
– Da dove provengono, oltre che dalla vostra generosità, i soldi con i quali aiutate i poveri?
“Viene devoluto ai poveri l’importo intero dei fiori che non marciscono. Inoltre, la prima domenica di Quaresima vengono devolute alla San Vincenzo tutte le offerte raccolte in Chiesa”.

                                                                                      Annamaria Distefano

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Posted by on 24 aprile 2013. Filed under Chiesa,Società,Solidarietà,Spiritualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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