Macerata / Le reazioni al raid. Il Cardinale Bassetti (Cei) sul disagio sociale: “Favorire inclusione e sicurezza”

I fatti di Macerata, che hanno portato al ferimento di diversi cittadini stranieri e all’arresto del ventottenne Luca Traini, hanno provocato numerose reazioni da parte dei partiti e degli esponenti politici, con toni che sono rimasti altissimi e con una polemica che divampa, nonostante l’invito da più parti ad abbassare i toni. Generalmente più misurata la reazione delle associazioni e della società civile, seppur – in alcuni casi – con riferimenti espliciti e con un costante richiamo all’assunzione di responsabilità.

Il Card. Bassetti, presidente della Cei, ha affermato: “L’episodio di Macerata è segno di un disagio sociale che nasce dall’insicurezza e dalla paura: non può trovare giustificazione alcuna, né essere sottovalutato nella sua oggettiva gravità”. “La Giornata per la vita – ricorda il cardinale -, mentre ci china su quella nascente perché possa trovare accoglienza e sostegno, ci impone di operare per custodire la qualità della vita delle nostre città, favorendo inclusione e sicurezza”.

Per Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali, “nessuna possibile giustificazione è plausibile per quanto accaduto. Ora si abbassino però i toni e si smetta, in questa campagna elettorale, di accettare forme più o meno subdole di rigurgiti fascisti e razzisti. Il tema immigrazione è troppo complesso, delicato e globale per essere affrontato sotto la spinta emotiva o prendendo spunto da episodi di cronaca come quello odierno a Macerata. Non si può ridurre a pro o contro. Sappiamo bene, perché lo viviamo quotidianamente nelle storie delle persone che incontriamo, che nessuno possiede soluzioni miracolistiche o semplicistiche per un problema così articolato ed enorme” .
“Quanti hanno responsabilità politiche – in particolare in questi giorni di campagna elettorale – dovrebbero porre maggiore attenzione alle parole e ai proclami. Abbassare i toni, svelenire il clima, evitare polemiche e strumentalizzazioni dovrebbe essere compito di tutti. Così come corale dovrebbe essere la denuncia e la condanna della gravissima campagna di odio contro il diverso che sta dilagando sul web e in molti slogan. Tutti ricordino, prima di ogni esternazione, quanto è scritto – in tema di uguaglianza – nella nostra Costituzione”, conclude Gazzi.

A caldo, la campagna LaciateciEntrare aveva scritto su twitter: “Un raid agghiacciante. Nelle nostre decorose città, sotto i nostri occhi indifferenti. La caccia al migrante continua. E no, non chiamatelo il gesto di un folle”.
“A Macerata sono accaduti fatti gravi che potevano avere conseguenze ancora più tragiche – ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia -. A un atto di barbarie, come ha detto lo zio di Pamela, non si risponde con altrettanta barbarie. Si risponde accertando i fatti e punendo i responsabili individuali con pene adeguate alla gravità del reato”. “Purtroppo il clima di odio che circola nel paese alla vigilia della campagna elettorale non prelude a nulla di buono. C’è chi l’odio, anziché contrastarlo, lo semina, favorendo e persino giustificando episodi come questo. Speriamo che da oggi ognuno sia consapevole delle parole che usa e dell’effetto che possono suscitare”.

La dura nota del Consorzio italiano di solidarietà. Più duro il commento di Ics, il Consorzio italiano di solidarietà di Trieste. “Si tratta di un episodio che, insieme a molti altri che stanno avvenendo su tutto il territorio nazionale, nasce da una cultura politica che sta minando alla radice l’ordinamento democratico – scrive l’Ics in una nota -. In tal senso, giustamente, lo scrittore e giornalista Luca Saviano ha parlato della Lega Nord quale ‘mandante morale’”.

E continua: “Partiti politici estremisti quali la Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Nuova, insieme a una galassia di gruppi neofascisti, hanno ottenuto in tutta Italia immense fortune politiche costruendo campagne d’odio e di intolleranza, alimentando la guerra tra i poveri e diffondendo disprezzo verso tutti coloro che vivono la solidarietà come valore fondante del proprio operato sociale”.

“Quanto avvenuto a Macerata si può quindi facilmente ripetere in ogni città – precisa il Consorzio italiano di solidarietà -. Anche a Trieste, dove i partiti estremisti hanno occupato larga parte della vita pubblica locale, determinando un arretramento sociale e culturale che non ha paragoni negli ultimi 50 anni. Posizioni politiche contrarie ai principi costituzionali, che al grido di ‘prima gli italiani’ vorrebbero costruire una differenza di trattamento tra le persone, nonché discutibili ed ossessive iniziative costruite sulla difesa della ‘sicurezza’ e del ‘decoro’ urbano, possono costituire la base di derive violente, anche se all’inizio la deriva può essere poco visibile”. “È necessario – conclude – che la città ritrovi quanto prima una nuova coesione sociale e riprenda la propria tradizione di città plurale, tollerante e aperta al cambiamento e alla convivenza di culture, lingue e religioni o sarà destinata a un rapido declino”.

Il sindacato. La Cgil: “Quanto avvenuto a Macerata è sconcertante. Una violenza inaudita, ingiustificabile, alimentata da un clima reso sempre più dedito all’odio”. “Quanto si è verificato – prosegue il sindacato – è la conseguenza di chi alimenta la caccia allo straniero al grido ‘viva l’Italia’. Qui si misura l’irresponsabilità di chi commenta fatti di cronaca incitando odio razziale”. “Non è questa l’Italia. Non sono questi i valori identitari del nostro Paese. Quei valori sono custoditi nella nostra Costituzione, quella che continuiamo a difendere e che chiediamo di rispettare”, conclude la Cgil.
E Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl: “A Macerata atto inqualificabile. Profonda vicinanza della Cisl alle persone straniere ferite. E solidarietà alla presidente Laura Boldrini oggetto di una campagna vergognosa. Clima preoccupante. Quando si semina odio si raccoglie solo tempesta. Politica abbassi i toni”.

(Fonte: Redattore sociale)

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