Libri / Dritto alle stelle di Achille Baratta. Oltre la lettura…un progetto per arginare la frana di Letojanni del 2015

È il 5 ottobre del 2015. Probabilmente per molti dei lettori è una data qualsiasi. E in effetti lo è se non fosse però che in quel giorno una grande quantità di materiale roccioso si è riversato lungo la carreggiata dell’A18 nel tratto che da Messina porta a Catania. Stiamo parlando di Letojanni e della sua frana, che ad oggi rimane lì e aspetta solo un’azione di buon senso da parte degli amministratori preposti. Uno status quo tipicamente siciliano. Tanto il tempo trascorso invano e poche le soluzione. I più conoscono quella concepita e approvata dal Consorzio per le “atostade” siciliane – permettetemi questa follia grammaticale, quanto basta per esprimere lo stato reale delle nostre autostrade – e che prevede, detta in due parole, un investimento di 12 milioni e due gallerie. I meno conoscono quella lanciata da Achille Baratta, poliedrico ingegnere messinese fautore di un progetto assai diverso per spesa ed esecuzione. Dopo averlo ideato e consegnato personalmente agli organi e ai responsabili competenti (uno su tutti il comune del litorale messinese), dopo alcuni articoli apparsi sui maggiori quotidiani dell’Isola, l’ingegnere anti-gallerista ha pensato di far conoscere la sua idea anche attraverso un libro: Dritto alle stelle. Nel titolo c’è tutto lo spirito con cui Achille Baratta l’ha pensato quel progetto che a tratti può sembrare visionario, oserei dire goliardico. Ma vediamo di che pasta è fatto. Il Baratta se non vince per la notorietà della soluzione stravince per il contenimento dell’opera: 6milioni e 200mila euro la stima a fronte dei 12 milioni avanzati dal Consorzio. Tralasciando computi metrici e altri aspetti tecnocratici è sulla forma che possiamo far viaggiare la nostra mente: un viadotto in tensostruttura che scavalca la frana e utilizza lo spazio ricavato dalla sua naturale pendenza per realizzarvi una discoteca-casinò. Sì, proprio così. E non solo. C’è spazio anche per un ampio parcheggio e la possibilità di attingere energia da un impianto di depurazione limitrofo. Quattro montanti e dei singolari pannelli osé (vedi foto) è ciò che un giorno sarà facile osservare dagli automobilisti se quest’opera fosse portata in porto. Chi legge Dritto alle stelle (Nicolò edizioni, Messina, 2017) non può che asserire assieme all’autore che in tempo di crisi, di acquedotti colabrodo, di ferrovie desuete, risparmiare 6milioni di euro per arginare una frane conviene eccome. Ai lettori potrebbe sorgere spontanea la domanda: ma cosa ce ne facciamo di una discoteca lungo un’autostrada? Beh…la risposta è da ricercare guardando con il naso in su, non solo per non fiutare l’odore del malaffare che affligge anche il più piccolo e insignificante muretto di Sicilia, ma soprattutto per godere delle stelle. Afferma infatti l’autore: “Togliere il diritto al panorama, al sole e alle stelle costruendo due galleria artificiali? Grido vergogna e mi ribello! Una frana sulla frana?”.

Domenico Strano

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Posted by on 8 gennaio 2018. Filed under Cronaca,Cultura,In evidenza,Recensioni. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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