Libri / Ecco “Filigrane” di Carmela Tuccari, poesie e prosa per raccontare Castiglione di Sicilia. Lunedì 7 la presentazione

Un intreccio accurato e meticoloso di ricordi e sentimenti, fra cui l’amore, che produce un “ricamo” finale chiaro e decifrabile con la Sicilia come sfondo, Castiglione nello specifico, ed il dialetto, filo diretto tra l’individuo e le sue origini.

L’intreccio descritto, ricercato ed elaborato, è quello tipico delle “Filigrane”, termine che, appunto, dà il titolo all’ultimo libro di Carmela Tuccari.
La scrittrice siciliana, insegnante in pensione, che trascorre la sua vita ad Aci Sant’Antonio, da sempre condivide con i lettori i propri “pensieri” e le proprie esperienze, attraverso vari scritti in prosa ed in poesia. Questo libro contiene entrambe le tipologie: una prima parte con la piccola raccolta poetica in dialetto siciliano, a cui segue la seconda con un breve testo in prosa: “Donne di casa mia”.
L’aggettivo possessivo “mia”, associato al sostantivo “casa” lascia presagire una passerella di ricordi personali dell’autrice. Certamente i ricordi ci sono e caratterizzano la raccolta ma, allo stesso tempo, sono loro che permettono di ricostruire il volto della terra siciliana, proprio in quelle “sue” dinamiche interne, esistenti nel quotidiano ed espresse nel dialetto, “parola” ed anima della solare isola, come lo è di ogni luogo da cui esso ha origine.

Carmela Tuccari

Scelta chiara e senza mezzi termini quella della scrittrice: raccontare Castiglione di Sicilia, come detto, luogo in cui ha trascorso da giovane “un’infanzia felice, le vacanze estive e natalizie”, insomma i momenti chiave della vita di ognuno, portatori di infinite esperienze e che creano, successivamente, l’individualità. Descrivere i volti del passato, le sensazioni ad essi legate, l’amore, “primu amuri”, che il tempo ha costretto a diventare “sulu acqua passata”. Raccontarlo attraverso l’uso voluto del dialetto. “Questa raccolta è un omaggio alla sicilianità, a Castiglione in particolare. Esamina la realtà familiare con i suoi legami interni complessi ed unici, in un periodo storico specifico, ovvero in piena Seconda Guerra Mondiale, durante la quale il borgo subì una grave rappresaglia. L’attenzione è puntata sulla figura della donna in quell’epoca, con nonna Costanza come protagonista.
Un omaggio espresso attraverso il dialetto siciliano, perché mi sono resa conto, guardandomi attentamente intorno, che, oramai, sono soprattutto le persone anziane ad utilizzarlo e a scriverlo bene. Il dialetto è la nostra radice ed abbandonarlo significherebbe dimenticare il proprio padre o la propria madre. È fondamentale, anche per i giovani, se non per forza parlarlo, almeno conoscerlo”. Con queste parole l’autrice ha descritto chiaramente la finalità del libro: l’amore indiscusso per i propri luoghi d’origine e la “custodia” del proprio dialetto. Il libro “Filigrane”, pubblicato dalla casa editrice “Il Convivio Editore”, verrà presentato lunedì 7 agosto proprio a Castiglione, nei locali della Fondazione Regina Margherita di via Abate Coniglio 7. Il borgo fra i più rappresentativi della Sicilia, di cui l’opera se ne fa portavoce, vivrà una serata all’insegna della cultura, durante la quale lo stesso editore, Giuseppe Manitta, la presenterà, fra gli interventi della stessa autrice e del pubblico presente.

Panorama di Castiglione di Sicilia

L’iniziativa, organizzata dal Comune di Castiglione di Sicilia, dalla menzionata Fondazione Regina Margherita, da “Il Convivio Editore”, si inserisce fra gli appuntamenti estivi che caratterizzeranno l’estate castiglionese. Un’occasione, dunque, per guardare a più ampio respiro la terra  che ci sta intorno, vicina a noi ma allo stesso tempo lontana, quasi fosse appartenente ad un’altra realtà, perché capita spesso di incuriosirsi per le bellezze altrui e non accorgersi nemmeno delle proprie. Una serata, un libro, un’autrice che aprono le porte della nostra Sicilia proprio a noi siciliani.

Rita Messina