Libri / “I Siciliani: gli Ariani siamo noi”, Alfredo Rizza rivela derivazioni dialettali dal sanscrito

 

L’Autore, in apertura, ringrazia le insegnanti Elda e Francesca Rizza e, in particolare, l’ex presidente dell’Archeoclub di Acireale, ing. Giuseppe Tomarchio, per

Copertine libri di Alfredo Rizza

l’incoraggiamento alla pubblicazione dell’interessante  ricerca di espressioni siciliane con la lingua sanscrita.
Nella prefazione, il prof. Salvatore Barbera, dell’Università di Bologna, riconosce allo studioso Alfredo Rizza, quale seguace del glottologo prof. Enrico Caltagirone, “il coraggio della ricerca sul legame, che unisce i Siciliani alla più vetusta cultura indo-aria”, quindi la connessione alle famiglie orientali indoeuropee; pertanto è attestata  la migrazione di popoli neolitici d’Oriente alla volta dell’area mediterranea.

Il libro si legge con stupore e insieme curiosità: dall’Oriente provengono degli antenati dei Siciliani?  Si va avanti e, dopo gli accurati capitoli sia sulla lingua dei Siculi siciliani, con relativi riscontri scientifici, sia sulle teorie del prof. Caltagirone, basate specialmente su

L’autore Alfredo Rizza

scoperte archeologiche vertenti sul popolo etrusco e sul siculo, si giunge all’acuta e sorprendente ricerca di Rizza sulla scoperta della lingua siciliana nei suoi misteriosi significati d’origine orientale: la tesi etimologica è un’impresa dimostrata con autentica passione attraverso dati semantici.
Il capitolo specifico su vocaboli siciliani e corrispondenze suscita meraviglia nel lettore per l’autenticità del raffronto tra le duecento glosse siciliane e quelle sanscrite. Per intenderci, procediamo con qualche esempio. All’antica espressione “Assaloku” , in italiano “lontano dai miei pensieri”, corrisponde ASURALOKA. La derivazione di “Alluzzari”, ovvero vedere o guardare, è dal sanscrito LOK, con lo stesso significato. Idem per “Arranguratu”, afflitto, depresso, (in latino, dolens) in sanscrito, ARAN. L’espressione “Ntrasatta”, all’improvviso, ( in latino, repente) in sanscrito, risulta dalla radice DRA, fare in fretta, e SAKRT, agire simultaneamente.
Interessante la rassegna di toponimi. Esempio, San Giovanni “Li Cuti”: in sanscrito corrisponde a LI, costituito, KUT, pietra. Il sobborgo di Catania è infatti di pietre laviche. Senza dubbio, attraverso la glottologia sperimentiamo la discendenza dal mondo indoariano.

                                                                      Anna Bella

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Posted by on 4 ottobre 2017. Filed under Cultura,In evidenza,Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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