L’Italia che va / Presentato a Davos un video di 2’54” per mostrare al mondo quanto vale e quanto sa fare il nostro Paese

“Italy the Extraordinary Commonplace”. Due minuti e cinquataquattro secondi per mostrare al World Economic Forum di Davos l’Italia bella che si nasconde dietro alcuni ingenerosi luoghi comuni. L’Italia dei pizzaioli, leader globale nella costruzione delle maggiori infrastrutture, con mille cantieri in novanta Paesi; dei don Giovanni, che detiene il quinto più ampio surplus commerciale nel comparto della manifattura; dei festaioli, che gode del più significativo aumento al mondo dell’export farmaceutica e biomedica; dei “gesticulators” – a noi italiani non basta la parola, servono mani e braccia per farci capire –, seconda esportatrice europea; degli eterni bambini, specializzata nella produzione di eccellenti tecnologie aerospaziali e terza potenza nella Storia dell’umanità ad aver lanciato in orbita un satellite;  degli ingordi, che nel settore dell’alimentazione esporta per un ammontare di circa quaranta miliardi; dei fannulloni, ma primatista indiscussa nella realizzazione degli yacht di lusso, destinataria del 40 % della domanda complessiva; dei maniaci del pallone, con il più alto numero di siti patrocinati dall’ UNESCO. Quella stessa Italia che dal prossimo Maggio ospiterà a Milano oltre centonovanta Paesi, illustrando al mondo intero come nutrire il pianeta secondo il canone della sostenibilità. Uno straordinario, Lo straordinario luogo comune nel quale siamo nati e di cui dobbiamo prenderci cura.italia

Prodotto dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, il video palesa come il Made in Italy sia sinonimo non soltanto di moda, design ed agroalimentare, ma anche di tecnologia, meccanica ed automazione. Punti di forza che spesso noi stessi italiani ignoriamo e che ci rendono un popolo così apprezzato ed invidiato ad un tempo. Un modello di Bellezza e di stile, peraltro sebbene l’unità politica della nostra nazione sia relativamente recente. Qualità che il Vice Ministro Calenda ha raccontato ai leader globali in occasione del meeting annuale del WEF, perché nonostante tutto, nonostante chi specula o chi vorrebbe speculare scommettendo sul nostro fallimento, a partire da Expo 2015 dimostreremo a noi stessi ed a quanti visiteranno l’Italia che un futuro diverso è possibile e lo stiamo realizzando assieme. Adesso tocca a noi, a ciascuno di noi apprezzare e promuovere l’inestimabile ricchezza che ci contraddistingue assecondando il talento, il merito e l’innovazione. Con fantasia e fiducia.

Elia Torrisi

 

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Posted by on 25 gennaio 2015. Filed under Cronaca,Cultura,Economia,Editoriali,homepage,In evidenza,Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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