Lo scaffale / Il professor John W. O’Malley racconta la storia dei gesuiti, dal fondatore a Bergoglio

gesuiti-207156L’autore  John W. O’ Malley è un noto storico gesuita statunitense conosciuto, più che altro, come uno tra i maggiori studiosi – oltre ad Alberigo – del Vaticano II. A definire la sua esposizione nel suo libro “Gesuiti – Una storia da Ignazio a Bergoglio” troviamo 4 capitoli: dalla fondazione nel lontano 1540 al resoconto dei primi cent’anni della compagnia, dall’esposizione delle controversie e delle calamità in cui essa  è stata coinvolta per concludere a raccontare il suo volto in età moderna e post-moderna.
I gesuiti svolgono, come i membri di tutti gli ordini, i tradizionali ministeri della predicazione e dell’amministrazione dei sacramenti. Essi si recano come missionari in terre lontane e dai più poveri: “il mondo è la nostra casa” diceva J. Nadal, uno tra i primi gesuiti. Dieci anni dopo la fondazione dell’ordine, i gesuiti si trovarono coinvolti nelle scuole: da allora sono nel mondo nella cultura diventando anche bravi poeti, antropologi, astronomi, ecc… I gesuiti sono stati ammirati ma allo stesso tempo temuti negli ambienti cattolici e gli storici solo vent’anni fa iniziarono a rivalutarli. Questo ha prodotto una copiosa letteratura e stimolanti ricerche sui gesuiti e sulla loro storia.
Questo racconto mira a due obiettivi: il primo è quello di esporre le origini e lo sviluppo della compagnia, il secondo raccontare le imprese storiche reali della compagnia. Dalle origini fino ad oggi, i gesuiti sono stati fedeli agli Esercizi Spirituali, alla Formula ed alle Costituzioni: essi sono dei punti fermi e costituiscono l’identità fondamentale dell’ordine. La sfida che si prospetta dinnanzi ad ogni membro della compagni di Gesù è quello di saper conservare la propria identità ma allo stesso tempo di poter tratte profitto dall’incontro con i luoghi, con le persone e dalle circostanze. A tal motivo Sant’Ignazio ha lasciato quest’insegnamento: Non coerceri maximo contineri minimo, divinum est. Cioè “non esser costretto da ciò ch’è più grande, essere contenuto in ciò ch’è più piccolo, questo è divino!” è invito all’umiltà e alla magnanimità: questo motto spinge sempre a guardare oltre l’orizzonte.

Riccardo Naty