Luca Parmitano incontra i giovani: “Credete nelle vostre idee”

IMG_0435Inseguire i propri sogni, le proprie passioni; andarle a prendere anche oltre l’atmosfera; crederci con rispetto ed umiltà, con motivazione e convinzione, spinti dalla consapevolezza di diventare grandi uomini, ma con lo sguardo di un bambino. Luca Parmitano, sei mesi nello spazio, incontra gli studenti del dipartimento di Fisica ed Ingegneria dell’Università di Catania con questo messaggio; racconta la sua storia e guarda una sala piena come non mai con l’ammirazione di chi cerca l’astronauta di domani. Il suo racconto è uno di quelli che ti fa sorridere, che ti fa emozionare nonostante lo hai sentito e risentito migliaia di volte in televisione, ma di presenza ha un altro sapore: Luca scherza, si diverte e fa divertire un’aula che pende dalle sue labbra mentre mostra video e foto dei suoi sei mesi di vita fuori dall’atmosfera terrestre; gioca con le domande che gli vengono rivolte senza mai perdere di vista il suo obiettivo: affascinare, convincere e motivare i giovani ad essere presenti per loro stessi e per il futuro che li attende. Parmitano racconta le sue giornate parlando delle ore di esercizio fisico e della manutenzione; spiega dettagliatamente gli esperimenti scientifici sottolineando il ruolo della ricerca costante che ha spinto l’uomo ad andare oltre e che è proseguita giorno dopo giorno all’interno della navicella; la sua storia coinvolge con affetto i suoi compagni di viaggio, scherza definendo l’atterraggio come essere travolti da un tir, non certo soffice, e responsabilizza gli studenti invitandoli a credere nelle loro idee, perché saranno il motore di domani; l’esplorazione non può fermarsi, è nel nostro DNA e ci definisce come uomini: questa è la passione che deve esistere in ognuno di noi. “Se una cosa puoi pensarla, allora è possibile; se è impossibile, io ci ripenserei”, sono queste le parole che risuonano in testa quando gli viene chiesto da un bambino se un giorno raggiungeremo Marte; il coraggio di Parmitano batte nel cuore di un bambino, lo stesso cuore che oggi sente la mancanza dello spazio così come un pilota sente la mancanza del volo. La storia dell’astronauta paternese è una storia che finisce per farsi amare ed invidiare; Luca guarda negli occhi ognuno del pubblico quando, con responsabilità, chiude il suo intervento ricordando l’importanza del nostro pianeta, la sua bellezza e il compito che spetta a noi tutti nel preservarlo. “Non serve andare oltre l’atmosfera per cercare noi stessi… Basta scavarsi dentro

Andrea Viscuso

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Posted by on 23 aprile 2014. Filed under Cronaca,Cultura,In evidenza,Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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