Cultura / Don Santino Spartà dona 5000 volumi all’Issr “San Luca” di Catania

Sono circa cinquemila i volumi che don Santino Spartà ha donato all’Istituto Superiore di Scienze Religiose “S. Luca”, che ha sede in via

Don Spartà nel suo studio – biblioteca prima della donazione

Crociferi a Catania. Dopo averli consultati per anni, nel corso dei suoi studi letterari e teologici, il prete ha deciso di condividerli con chi avesse voglia di approfondire la propria conoscenza ed allargarne sempre più i confini. La donazione è avvenuta lo scorso lunedì 19 febbraio, nel corso di un incontro che ha visto l’intitolazione allo stesso dell’aula magna del Polo FAD (formazione a      distanza).

Momento della cerimonia di intitolazione della biblioteca

Si tratta di una raccolta dal carattere enciclopedico, che di ogni autore, quali Platone, Aristotele, Carducci, Pirandello, Verga, etc., ne propone tutte le opere e gli scritti. Una collana di storia dell’arte in quattordici volumi, arricchisce la collezione oltre ad altri testi teologici. Don Spartà, che ha voluto donarli nella loro totalità, senza dividerli, vi ha affiancato anche alcune opere d’arte, circa 120, fra  cui una “Natura morta” del palermitano Renato Guttuso. Tanti, infatti, gli artisti, i personaggi del mondo dello spettacolo conosciuti dal prete, che, negli anni passati  li ha intervistati, quando era collaboratore di Radio Vaticana e del settimanale “Oggi”. Proprio per questo è noto anche come il “prete dei vip”.

Don Santino ha raccontato che i suoi libri non venivano più tanto utilizzati, dal momento che lui stesso non trascorre più le sue giornate interamente nella casa di Randazzo, in cui erano ubicati, ma soggiorna molto a Roma. Il fatto di aver dato “nuovo lustro” ai suoi libri, nel senso che potranno essere ancora sfogliati, consultati o semplicemente letti per il piacere di farlo, lo rende sereno e  soddisfatto. Ultima sua opera è un libro sui personaggi del Vangelo: Erode, Pietro, Paolo, l’adultera e altri. La passione per la scrittura non lo abbandona mai e la coltiva tra i sui spostamenti tra Roma, Catania e Randazzo.

Rita Messina