“Mio padre, poeta con l’animo di un bambino”

Penso che sia più facile per un padre medico avere un figlio medico, per un macellaio un figlio macellaio e per un avvocato un figlio avvocato, che non per un padre poeta avere un figlio poeta. Perché la poesia è lo  stato dell’ Anima e la sua era piena dell’azzurro di quel mare, del nero di quelle pietre, del rosso di quella lava, del giallo di quei limoni, del bianco profumo della zagara e del calore di quel sole che tutta riscalda la natìa terra la Sicilia.

Non posso dire di conoscere bene mio padre poeta perché non ho letto molto di quanto ha scritto, ma di una cosa sono sicuro: che mio padre è vero poeta in quanto, come i poeti,  ha vissuto  il Tempo senza che quest’ultimo ne possa cancellare il ricordo.

Il suo animo era così leggero che  riusciva a bere un bicchiere d’acqua frizzante fredda, il massimo per la sua a beatitudine,  solo appoggiandosi allo stipide della porta  senza respirare e con il massimo della concentrazione  perché  se lo si fissava intensamente  perdeva   l’attimo  e inspirando con il naso sopra il bicchiere le bollicine gli provocavano un prurito  irresistibile su per i peli  che non poteva far altro che ridere senza controllo e quando riusciva a smettere diceva : “Carusi finitela c’à cussi nun possu biviri”.

Solo i poeti possono avere un animo così nobile e pulito come quello di un bambino.

Marcello Coco