Mondo / Aleni e Intorcetta, missionari gesuiti, simboli di antichi legami tra Oriente e Occidente

Un Mappamondo Cinese, opera del padre gesuita bresciano Giulio Aleni, è stato donato dal professore Roberto Ranzi,  al dottor Giuseppe Portogallo, presidente della Fondazione Prospero Intorcetta Cultura Aperta di Piazza Armerina..
Ranzi è PhD presso l’Università di Brescia con delega alle Politiche di internazionalizzazione e membro della Commissione sul patrimonio cartografico nel digitale.

Da sx Roberto Ranzi e Giuseppe Portogallo ai lati del busto di Prospero Intorcetta

L’incontro, estemporaneo, è avvenuto nella sede della Fondazione e proseguito per il centro storico della  cittadina, con visita al busto di Intorcetta.
Simbolo di uno scambio culturale che affonda il suo essere nella riscoperta di opere quale testimonianza degli antichi legami tra Oriente ed Occidente, l’incontro ha siglato l’inizio di futuri rapporti di collaborazione fra le due istituzioni.
 “Creare collaborazione e interessanti sinergie – ha dichiarato il dottor Portogallo – è l’obiettivo a cui tendiamo e,  in questa prospettiva, la Fondazione Intorcetta ha voluto donare due copie anastatiche della Sinarum Scientia Politico-moralis di Intorcetta”.
Il Mappamondo stampato in Cina è il primo scritto in cinese, risale al 1623-1626 ed è un unicum nel panorama della cartografia mondiale.
Padre Aleni, missionario in Cina e contemporaneo di padre  Intorcetta, ha riprodotto nel suo planisfero sinocentrico, una versione che, pur non discostandosi dalle allora tradizionali rappresentazioni tolemaiche dell’Eurasia, pone la Cina in evidenza, al centro, estendendo verso est la rappresentazione tolemaica dell’ecumène ( ovvero la parte di terra abitata e conosciuta).
Come padre Intorcetta ha dato il suo contributo alla conoscenza della filosofia confuciana in Occidente,  così Aleni, alla conoscenza cartografica della Cina del XVII secolo.

Vanessa Giunta