Nivarata 2018 / Echi della manifestazione cresciuta sempre più di anno in anno, anche a livello internazionale

Non solo granita, ma anche gelati, animazione, mostre, escursioni, artigianato, momenti di spettacolo, e – quest’anno per la prima volta in assoluto – anche un angolo “Gourmet”, grazie agli “chef con la coppola”, i quali nei loro stand hanno approntato delle gustose preparazioni a base di porchetta, maialino dei Nebrodi ed altre specialità nostrane; ad essi si è affiancato lo stand di Cordai con le sue tipiche crispelle con acciughe e ricotta.

Piazza Duomo affollata nelle serate della manifestazione

La “Nivarata”, il festival della granita, ha celebrato la sua settima edizione dal 25 al 27 maggio scorsi, aprendo di fatto l’estate acese. La manifestazione è cresciuta di anno in anno, fino ad acquistare rilevanza internazionale; ha visto infatti, nel corso degli anni, la partecipazione di maestri granitieri e gelatieri provenienti dall’Inghilterra, da Malta, dal Giappone e perfino dal Messico; oltre, naturalmente, a tanti italiani di numerose regioni, dal nord al sud. Con l’impegno dei tre ormai storici organizzatori, Tiziana Privitera, Angelo Fichera e Vincenzo Pappalardo, anche questa edizione si è svolta ad un livello molto elevato, sia per le partecipazioni – ben 15 – sia per la qualità dei prodotti preparati nel corso delle tre giornate, e sia ancora per l’organizzazione generale e tutte le manifestazioni di contorno. Abbiamo visto infatti, in una piazza Duomo gremita – soprattutto nelle giornate di sabato e domenica – frotte di turisti, visitatori e degustatori che passavano da una stand all’altro per assaggiare i gusti nuovi e quelli classici delle granite, per assistere alle dimostrazioni estemporanee sul palco, per visitare la mostra storica della granita, per apprezzare le merci esposte nel mercatino dell’artigianato allestito in via Ruggero Settimo, per ammirare le auto e le moto storiche che hanno riempito di fascino ed eleganza la piazza.

La giuria all’opera sul palco

Lo staff tecnico era composto dagli esperti Arnaldo Conforto, Ida Di Baggio, Fulvio Massimino e Rosario Leone D’angelo; mentre la giuria tecnica – composta da Emanuela Balestrino, Gianfrancesco Cutelli, Santo Musumeci, Antonio Mezzalira, Ruben Pili ed Elisa Volanti – ha avuto il suo bel da fare per assaggiare, votare e scegliere i migliori gusti di granite e gelati dei tre concorsi che caratterizzano la manifestazione: il premio “Granita dell’anno”, il premio “Don Angelino” e il premio “Caviezel” (per il gelato). Ospiti d’onore della manifestazione quattro eccellenze nel campo della gelateria e della ristorazione: Pietro di Noto, Fabio Potenzano, Luigi Romana e Giovanna Musumeci, la quale è stata nominata “Ambasciatrice della granita nel mondo 2018”, nel corso della cerimonia d’apertura, alla quale ha partecipato pure il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti.

Un momento della premiazione finale

I premi finali sono stati distribuiti equamente tra le varie regioni d’Italia e tra l’Italia e il resto del mondo, con la calabrese Chiara Saffiotti che si è attribuita il 1° premio per la “Granita dell’anno” con “Calabrisella”, seguita dal ligure Fabio Marconi e dal pavese Luigi Beretta. A quest’ultimo è andato pure il 1° premio per il gelato “Caviezel”, affiancato sul podio dall’albanese Genti Ashiku e dal napoletano (ma operante a Savona) Alessandro Attilio. Una sorpresa ha riservato infine la graduatoria del premio per la granita “Don Angelino”, con un 1° posto assegnato ex aequo alla giapponese Mariko Nakagawa e all’acese Aurelio Seminara, seguiti dall’albanese Genti Ashiku e da un altro siciliano, Salvatore Fasolo; una menzione speciale è stata inoltre attribuita all’inglese Seb Cole “per l’amore e la passione nel promuovere la granita siciliana in Gran Bretagna”.

Le sculture in ghiaccio realizzate nella serata finale

La premiazione si è svolta in un clima di festa e di convivialità nella serata conclusiva, abilmente presentata da Alessio Aloisi e Carla Maugeri. Durante la stessa serata, l’artista Marco Torrisi ha realizzato estemporaneamente due splendide sculture in ghiaccio, una che riproduceva il logo della Nivarata ed una raffigurante un cigno.

Nino De Maria