Notte nazionale del Liceo classico 1 / L’evento visto con gli occhi di un’alunna: occasione per mettere in pratica la teoria, in un clima di collaborazione

L’evento è nato sei anni fa dall’idea del prof. Rocco Schembra, ed avendo riscosso successo tra il pubblico, l’anno dopo, quando io ho iniziato il liceo, è diventato un evento riconosciuto a livello nazionale con l’adesione di altri licei classici d’Italia.

L’aula magna del Liceo “Gulli e Pennisi” affollata

Ogni anno si vive con lo stesso clima, ma con qualche sfumatura diversa. Dopo che ci viene comunicata la tematica, cominciamo a pensare ad un progetto già dai primi giorni di scuola. Ciò che crea questa ricorrenza è un bellissimo clima di collaborazione tra insegnanti e alunni, che durante le ore scolastiche curriculari non c’è perché la condivisione è di tipo più intellettuale. Siamo sempre in un contesto scolastico, ma psicologicamente è come se non lo fossimo. Si tratta di mettere in pratica la teoria finora appresa. C’è il progetto al quale abbiamo pensato e la concertazione è rivolta alla sua realizzazione. Il nostro obiettivo è quello di trasmettere a chi viene da fuori la vastità di conoscenze che impariamo tra i banchi di scuola e lo facciamo con un’altrettanta varietà di rappresentazioni.

La zona del simposio, molto frequentata

Durante la notte bianca il nostro liceo assume un altro volto per far vivere agli spettatori il tempo classico.

Mi sono presentata all’appuntamento nel primo orario e già i corridoi cominciavano a popolarsi di visitatori. Davanti a me la scenografia della rappresentazione dei culti dionisiaci, compagni con abiti di scena che ripassavano la propria parte. Luci soffuse, colorate, per ricreare l’ambiente del tema della serata, il “Dionisismo”, affrontato da diversi punti di vista nelle varie aule tematiche del piano terra e del primo piano. L’accoglienza agli ospiti è data da un simposio scenografico dove è possibile gustare degli assaggi dolci e bere un sorso di vino. Più passava il tempo e più i corridoi diventavano pieni di persone, ragazzi e adulti, facce conosciute e facce mai viste prima. Tra quelle conosciute c’erano gli ex alunni che rimangono legati alla loro scuola. È un’occasione non solo per rivivere quell’atmosfera, ma anche per rincontrare professori e compagni.

L’iniziazione ai misteri dionisiaci

Ciò che colpisce d’impatto è la cura della scenografia tematica. Cartelloni, ambientazioni, disegni: si realizza tutto con attenzione e impegno e il risultato finale riesce a stupire, sia lo spettatore esterno, sia gli alunni che già la conoscevano in fase progettuale e che l’hanno vissuta e realizzata passo dopo passo.

Una serata ricca di cultura e di amore per la cultura, quella che ha animato le diverse rappresentazioni artistiche: danze, musiche, recitazioni. Camminando avanti e indietro capto le parole dei visitatori entusiasti ed è una piccola grande soddisfazione. C’è molto impegno e preparazione dietro ogni dettaglio ma non è mai un sacrificio. Il successo che riscuotiamo è frutto di collaborazione e fiducia tra alunni e docenti, con l’unico scopo di far riscoprire la grandezza dei classici.

Eugenia Castorina
alunna del Liceo classico “Gulli e Pennisi” di Acireale

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