Nucleare: perché è importante capire meglio (e partecipare al referendum)

L’abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari in Italia, decisa ieri dal governo, “è una buona notizia con riserva”. È il parere espresso al SIR da Matteo Mascia, esperto di temi ambientali della Fondazione Lanza, che invita a “capire le ragioni di fondo di questa scelta”, e spera “che non sia stata dettata solo dal timore di raggiungere il quorum al referendum”.

“Ora un piano strategico sull’energia”. “È una notizia positiva – spiega Mascia – perché si è deciso di mettere da parte un piano nucleare molto costoso, con scarsa probabilità di essere ultimato, soprattutto per ragioni di sicurezza”. “Ciò che mi preoccupa di più – precisa – è la mancanza di un piano strategico sul tema ‘energia’. Si vive sull’emergenza, sulle emozioni. Si sceglie di azzerare il progetto nucleare dopo la sciagura di Fukushima, senza però prospettare alternative. Anche perché nell’ultimo mese sono stati prima cancellati gli incentivi per le rinnovabili, poi si è tentato di salvare il salvabile, ma senza una strategia e politica industriale, in un contesto internazionale in cui l’energia è uno degli elementi qualificanti, sia sul fronte approvvigionamento, sia sul fronte dei cambiamenti climatici”. “Vogliamo capire – prosegue Mascia – come intende muoversi il governo su questi temi”.

Referendum è “grande occasione”. “È stata creata un’agenzia per il nucleare – osserva Mascia –, è stata avviata una serie di studi di fattibilità e analisi, è stato fatto un accordo con i francesi. Cosa comporta in termini economici per il nostro Paese? C’è una serie di questioni che meritano di essere capite, approfondite o semplicemente comunicate”. L’esperto della Fondazione Lanza teme “il rischio di una strumentalizzazione elettorale alla base di questa scelta” e “che le altre questioni referendarie sull’acqua e sul legittimo impedimento siano affossate, per poi tornare alla carica con il nucleare”. “Il referendum è uno strumento di democrazia da valorizzare – sottolinea –, può essere una grande occasione per avviare un dibattito franco e costruttivo, per capire quali strategie mettere in campo”. I quesiti sull’acqua pubblica sono importanti, ribadisce, “perché su questo tema ci giochiamo un pezzo importante del bene comune del nostro Paese”. E ricorda che proprio in questi giorni parte la campagna della Rete interdiocesana dei nuovi stili di vita, con iniziative in molte diocesi italiane (solo al nord 25). Sul tema dell’acqua, osserva Mascia, “il mondo cattolico è abbastanza compatto: da molte parrocchie e da alcuni vescovi sono arrivati segnali importanti che invitano a partecipare e a esprimerci su un tema fondamentale per noi e per le future generazioni”.

Acli, “ora scelte su rinnovabili e acqua”. “La decisione del governo di fermare il programma di realizzazione delle centrali nucleari è sicuramente una buona notizia, con la quale si dà ragione della mobilitazione di milioni di cittadini in questi mesi”. È quanto affermano le Acli commentando l’emendamento al decreto legge “Omnibus” che già prevedeva la moratoria per l’individuazione delle centrali nucleari. Per Alfredo Cucciniello, responsabile del dipartimento “pace e stili di vita” delle Acli, “il Governo pone così rimedio, almeno parzialmente, alla forzatura introdotta con l’approvazione della legge 99 del 2009. Per dimostrare che non si tratta di una decisione dettata da tatticismi elettorali, ci aspettiamo che la scelta sia immediatamente accompagnata da azioni concrete e strategiche in favore delle energie rinnovabili, come indicato del resto dallo stesso ministro dell’Economia Giulio Tremonti”. “E se la decisione del Governo porterà, come sembra, al superamento del referendum sul nucleare previsto per giugno, invitiamo l’Esecutivo – sottolinea Cucciniello – a prendere atto fino in fondo delle ragioni dei cittadini e a fare marcia indietro anche sulla privatizzazione dell’acqua”.

SIR