Otium et negotium 28 / Riflessione sul Natale: Non ci sono intellettuali tra i pastori del presepe

Carissimo lettore,

“Il povero grida e il Signore lo ascolta”, recita il Salmo responsoriale del giorno 19 dicembre in preparazione al Natale.

“Povero” è questo mondo nel quale viviamo, “povero” è ciascuno dei pastori che vediamo in fila nel presepe con un dono, da offrire “o bammineddu”. Dai doni che porta il pastore si capisce il suo mestiere: il macellaio, il pescatore… “’u picuraru cu picureddu pi jucari lu bammineddu”.

Tra i mestieri presenti nel presepe non si trova però l’intellettuale. La mentalità popolare vede il prete, l’avvocato, l’ingegnere, il medico… il politico – anche se pochi politici sono intellettuali – “vestiti” di superbia, arroganza, avarizia, prepotenza, arrivismo. Bisogna togliersi questi “vestiti” per prendere in braccio “’u bammineddu” che si presenta nudo e infreddolito, e cullarlo, baciarlo e stringerlo al cuore come faceva San Josemarìa in tempo natalizio. Ciò avviene “annittannu”, cioè pulendo bene “’a stadda” del proprio cuore: con una bella confessione.

“Il Natale è tempo di gioia”, ha detto Papa Francesco all’Angelus, ma “senza Gesù è una festa vuota”.

E con la gioia di Natale nel cuore, ricevi cari saluti da

Nino Ortolani

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