Papa Francesco a Lampedusa condanna la “globalizzazione dell’indifferenza”

(8-7-2013) Mentre è ancora in corso la visita di Papa Francesco a Lampedusa, sentiamo il bisogno di dare qualche aggiornamento ai nostri lettori. E’ una visita improntata anch’essa alla semplicità, come tutti gli episodi del pontificato di questo Papa, a cui Bergoglio ci ha ormai quasi abituati, pur riuscendo, tuttavia, a continuare a stupirci ogni volta. Per sua espressa volontà, non sono presenti autorità e non c’è nessuno sfarzo. Delle autorità istituzionali sono presenti solo il sindaco Giuseppina Maria Nicolini e il prefetto di Agrigento Francesca Ferrandino (la quale si è presentata in jeans, camicetta bianca e scarpe sportive). L’altare è montato su una vecchia barca, il leggìo è fatto con pezzi di barconi di migranti, anche il calice della messa ed il pastorale sono stati ricavati da pezzi di legno dei barconi distrutti.

Papa Francesco a Lampedusa con mons. Montenegro, vescovo di Agrigento

Papa Francesco a Lampedusa con mons. Montenegro, vescovo di Agrigento

Fortissimo il messaggio lanciato nell’omelia, durante la santa messa concelebrata con l’arcivescovo di Agrigento mons. Francesco Montenegro, nello stadio straboccante di folla ed in cui, per fare più spazio, sono stati pure abbattuti i muri di recinzione. Prendendo spunto dalle letture, il brano della Genesi in cui Dio chiede conto a Caino del fratello Abele ed il brano evangelico della strage degli innocenti perpetrata da Erode, Papa Francesco ha posto due domande: “Adamo dove sei?” e “Dov’è il sangue di tuo fratello?”. E ha poi sottolineato che nell’attuale mondo globalizzato si è diffusa la “globalizzazione dell’indifferenza”, per cui la sofferenza degli altri è una cosa che non ci riguarda, mentre si è persa pure la capacità di piangere per il dolore degli altri. E ancora, richiamando la figura manzoniana dell’Innominato, ha sottolineato che tutti siamo ormai diventati “‘innominati, responsabili senza nome e senza volto”.

L'altare su cui ha celebrato Papa Francesco

L’altare su cui ha celebrato Papa Francesco

Molto significativi anche i gesti compiuti da Papa Francesco: la corona di fiori (crisantemi bianchi e gialli) lanciata in mare, in omaggio a quanti sono morti nel tentativo di arrivare a Lampedusa, attraverso un mare che è invece diventato un grande cimitero; e l’incontro con gli immigrati, a cui ha stretto la mano quasi individualmente e di cui ha ascoltato la parola attraverso un loro rappresentante che ha parlato in arabo con la traduzione istantanea di un mediatore culturale, anch’esso extracomunitario. E infine, è sicuramente da sottolineare anche il tono che il Papa ha voluto dare alla celebrazione eucaristica, di tipo penitenziale e con i paramenti viola.

Una condanna, dunque, dell’indifferenza, ed un invito a piangere ed a condividere la sofferenza degli altri, di questi ultimi, che sono anch’essi fratelli e persone dotate di dignità umana.

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Posted by on 8 luglio 2013. Filed under Chiesa,Cronaca,Primo piano,Società,Solidarietà,Spiritualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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