Parrocchie / Pasteria: un libretto del parroco don Enzo Grasso sulla chiesetta della Madonna dell’Imperio

Il salesiano Enzo Grasso, figura d’intellettuale, cultore della storia del passato della Sicilia, ha reso alla Chiesa cattolica e al suo popolo, dotato d’immensa fede, un servizio di straordinaria portata, riaprendo al culto l’austera chiesetta della Madonna dell’Imperio, nel territorio della parrocchia di san Giuseppe in Pasteria, di cui all’inizio del Duemila è parroco.
Sensibilizzando un gruppo di parrocchiani all’eccezionale storia della secolare chiesetta, ne ottiene il necessario aiuto, per farla risorgere, essendo stata chiusa al culto da 37 anni. L’ evento è messo in luce da una significativa lapide datata 5 maggio 2001, posta nella chiesetta durante il rito di consacrazione, presieduto dal vescovo della diocesi di Acireale, mons. Salvatore Gristina.

Il libriccino, a cura di don Enzo Grasso, è un prezioso documento, che dimostra la sua passione nel restituire l’identità di casa di Dio all’antico rudere d’epoca medievale, chiuso al pubblico nel 1964, dedicato alla Madonna dell’Imperio, titolo unico al mondo, come l’autore sostiene nell’Introduzione. Il collaboratore Giovanni Calabrò traccia suggestive cronache dell’impresa di ripristino.
Di rilievo, il relativo articolo di Giuseppe Fumia, pubblicato nel quotidiano “La Sicilia”, nella cronaca di Calatabiano: sinteticamente vengono delineati i momenti centrali dell’evento; da segnalare  l’importante richiamo storico a Ruggero d’Altavilla, il Normanno, che nel 1092, grato a Maria per aver debellato gli Arabi, in Sicilia, terra a rischio d’islamizzazione, decide di erigere in suo onore la chiesa della Madonna dell’Imperio, ovvero, poeticamente, “Signora delle terre imperiali”.  Ma secondo un altro  punto di vista, il termine “imperio” potrebbe essere interpretato come “Signora dal potere assoluto”.
Sulla  chiesa, ”intreccio di miracoli e di spade normanne”, in seguito, il giornalista, dott. Fumia, pronuncia nel salone parrocchiale “Don Bosco”, il 16 maggio 2002, un discorso circostanziato, a livello storico: la chiesa viene costruita dopo la caduta dei castelli di Calatabiano e di Taormina, roccaforti musulmane, nel cosiddetto “Orto di Messina”, confinante ad est con il feudo di Aci. Fumia sottolinea come tali notizie sono documentate nell’archivio del Capitolo della Cattedrale di Catania.
Le illustrazioni sono tutte pregevoli. Molto bella e significativa la statua della Madonna dell’Imperio, incoronata, con il Bambino Gesù e il globo terrestre nella mano sinistra.
Don Enzo Grasso, artefice della riapertura della storica chiesa attraverso la realizzazione di varie iniziative, descritte da lui stesso, è testimone di un amore straordinario per Maria.
Da tenere presente l’intraprendente capitolo, scritto di sua mano “Il  sogno non è ancora finito” che contiene la proposta di ristrutturazione di un immobile, adiacente alla chiesa, da adibire a ostello della gioventù, dotato di basket e volley, di piscina e campi da gioco.
Ampliando il sogno, si potrebbe creare un centro ecumenico ed interreligioso, aperto a giovani turisti, oltre che ai giovani locali, proponendolo all’Unione Europea e richiedendone i fondi. E chissà che il sogno non possa tramutarsi in realtà.

                          Anna Bella