Per il futuro? “Speriamo solo la felicità”

Roberta, 17 anni

Abbiamo intervistato, all’interno della campagna (in)formativa promossa dal nostro giornale, alcuni docenti per conoscere il loro punto di vista sulla crisi educativa. Sentiti i professori, visto che proprio sui giovani, i “naufraghi” dell’educazione, bisogna lavorare per innescare il processo di spinta formativa, abbiamo chiesto ad alcuni ragazzi dai 15 ai 17 anni come si percepiscono, come vedono il problema educativo e cosa pensano del binomio giovani-valori. “Uno su due è senza valori” dice Roberta,17 anni; “la maggior parte lo è” secondo un’altra ragazza, mentre per Federica “il 90% dei ragazzi italiani è senza valori. Viene data importanza a cose molto inutili, e vengono trascurate la famiglia, la morale”.  Ma i valori, quali sono? “Sono educazione, famiglia, cultura i valori che vedo intorno a me”, dice Marco (15 anni), “frequento gli scout e per noi sono fondamentali anche il rispetto per la natura, l’amicizia, la collaborazione”. Se viene chiesto quali sono i modelli di riferimento a livello educativo, sembrerebbero rimasti quelli di sempre “la scuola,la mia famiglia,i miei insegnanti. Tutto ciò da cui io posso trarre insegnamento per la mia formazione adulta”. Per Roberta la famiglia è al primo posto: “I miei genitori, nel mio caso solo mia madre visto che non vivo con mio padre. Per me contano la sincerità, il rispetto, l’umiltà”.

Per Marco sono punti di riferimento anche “gli amici più grandi, i capi scout”, mentre per la quindicenne Andrea “nessun modello di riferimento, solo la vita e le esperienze”. In presenza di un problema, i ragazzi interpellati parlerebbero “con chi possono fidarsi”: fidanzati,  raramente con un genitore, e con un docente solo per questioni prettamente scolastiche, non con un parroco perché non frequentanti.

Gli educatori, visti dalla lente d’ingrandimento degli adolescenti, devono “insegnare il rispetto delle regole e nei confronti delle persone” , “insegnano qualcosa di valido che possa giovare per il futuro”, “devono saper dire,quando è necessario, ‘NO’”. Per Marco “i genitori devono essere severi quando devono educare, ma devono lasciare liberi di fare le cose, quelle non dannose, ovviamente. Ma le regole ci vogliono”. Insomma,  madri e padri dovrebbero svolgere il loro ruolo, lasciando perdere le comode vesti ibride dell’amicizia genitoriale e riconquistando un po’ di sana autorevolezza.

Marco, 15 anni

Agli insegnanti si chiede che siano “rigidi ma allo stesso tempo dolci e disponibili, devono insegnarci non solo a rispettare le regole ma soprattutto a saperci comportare e relazionarci con gli altri”, quasi in uno slittamento delle responsabilità educative che prima spettavano alla famiglia, sempre più latitante.  “Non riesco sempre a vedere i docenti nella loro dimensione educativa”, confessa Marco: “Quando ci sono problemi alcuni professori preferiscono cambiare discorso, altri a volte ci aiutano anche se perdono un’ora di lezione”. Ma cosa viene chiesto ai professori? “Devo potermi trovare bene, riuscire a parlare con loro. Ma non devono prendere tutto scherzando, altrimenti noi pensiamo che sia tutto uno scherzo”.

Federica, 18 anni

 La difficoltà maggiore della crescita? Per Andrea, “le persone che cercano di intralciarti il cammino; le cose e le persone inutili che ti abbattono”; Roberta è ottimista: “Difficoltà? Non credo ci siano particolari difficoltà… ad esempio il mio più grande problema è la paura del buio”. Più realista Federica: “Credo che la difficoltà più grande del crescere sia sapersi assumere le proprie responsabilità, ma soprattutto saper imparare dai propri errori”. “Le responsabilità, e le promesse da mantenere, sennò si deludono le persone che invece di noi si fidano e si rimane isolati”, conclude Marco. E per il futuro, quale è la speranza? “Avere un carattere abbastanza forte in modo tale da non farmi mettere mai i piedi in faccia da nessuno. Spero di farcela a diventare qualcuno. Spero di dover dipendere sempre solo da me stessa. Spero di non essere mai tradita e di non tradire mai le persone che amo. Spero di non rimanere mai sola, e di vivere a lungo”. “Voglio diventare una donna in carriera, che ha potere e non si fa sottomere dal sesso maschile, mai”, dice Federica; Marco vuole “trovare un lavoro, formare una famiglia che sostenga. Per il mio futuro spero solo la felicità”.

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Posted by on 27 agosto 2011. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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