Perché il convegno FISC ad Acireale? Fedeli a una missione, nel metodo e nel merito

In vista dell’ormai imminente convegno intitolato “Etica, verità e buone notizie al servizio dell’ambiente, che coinvolgerà per un’occasione storica la nostra diocesi tra il 21 ed il 23 settembre prossimi, può probabilmente risultare utile dare conto di alcune scelte che, nel merito e nel metodo, caratterizzeranno l’iniziativa con la quale abbiamo deciso di celebrare l’anniversario dei 60 anni della testata “La Voce dell’Jonio”.

Innanzitutto, perché celebrare una testata giornalistica, nel tempo della delegittimazione di categorie storiche, come anche quella dei giornalisti, di partiti, istituzioni fondanti e associazioni in genere? Perché scegliere ancora come prima e più di prima l’informazione, nell’epoca degli smartphone a portata di tutti come le annesse e inevitabili fake news? Il motivo è presto detto: non per nostalgie di sorta, ma per dovere professionale e civico, quello di servire la verità dei fatti attraverso la deontologia che l’ordine professionale dei giornalisti, per avere senso stesso d’esistere, deve promuovere e garantire. Siamo degnamente giornalisti non certo per quella tessera di professionisti iscritti all’ordine ma in effetti perché, e solo se (altrimenti meglio fare altro…) capaci di farci tramite tra un fatto che accade e la comprensione dell’uditorio a cui intendiamo rivolgerci, con fedeltà all’argomento e correttezza di stile, senza asservire altri interessi al di fuori di questa responsabilità di “informare per formare”, come avrebbe voluto il professore Orazio Vecchio quando, 60 anni fa, decise di dare vita alla Voce dell’Jonio.

Certo, il ricordo del fondatore e della missione che ha trasferito alla famiglia risulta indelebile, dolce e quotidianamente incalzante per chi, come il sottoscritto, ha potuto godere senza meriti del privilegio di trascorrere tutta l’infanzia praticamente ogni giorno con quello che è stato un nonno esemplare, dopo i trascorsi di professore di matematica, sindaco, fervente cristiano attivo in Azione Cattolica e promotore instancabile di azioni di speranza, come la stessa ragione di fondazione del giornale che andremo a ricordare e, soprattutto, col contributo di tutti, rilanciare. Non per nostalgia dunque, ma perché convinti che l’informazione libera, professionale e responsabile sia uno dei cardini della democrazia, ci siamo proposti di invitare i colleghi di quella Federazione Italiana Settimanali Cattolici (FISC), che 30 anni dopo l’ultimo convegno ad Acireale (quando Orazio Vecchio era ancora in vita), tornerà ad ubicare il suo convegno nella nostra diocesi.

Perché allora questo argomento, legato all’ambiente e all’economia circolare, con le sue provocazioni? Proprio perché crediamo che questo incroci ambiti di educazione, formazione, informazione e sviluppo: in altri termini, incarni la missione stessa della Voce dell’Jonio e dell’Ufficio diocesano per la pastorale della cultura che da sei mesi sono stato invitato dal nostro vescovo, mons. Antonino Raspanti, a dirigere da volontario. Crediamo non vi sia sfida più impellente dalla cura e dalla conservazione della “Casa comune”, come da sollecitazioni continue dello stesso Papa Francesco nella “Laudato si’”documento fondante per l’ispirazione del nostro convegno, che abbiamo pensato tuttavia non come occasione di denuncia o diagnosi di problemi già tristemente noti, ma piuttosto quale occasione di informazione e ricerca di soluzioni condivisibili, buone pratiche replicabili e dunque fondate ragioni di speranza in prospettiva anche per i nostri territori, andando verso la costruzione di modelli sostenibili piuttosto che restando fermi alla lamentela o alla contestazione sterile. Economia sostenibile, rispetto dell’ambiente, finanza etica, business su valorizzazione dell’ambiente, pianificazioni di politica amministrativa e dibattiti troveranno casa nell’occasione.

Perché scegliere il cuore di Acireale? Non tanto e non solo perché è qui che, in via Genuardi, ha sede la Voce dell’Jonio, ma perché attorno al centro storico, alla sua identità, alla sua tradizione di propulsore di unità valoriale, vorremmo offrire al comprensorio delle nostre amate “aci” un’occasione storica di formazione e informazione. Lo abbiamo fatto con sacrificio e non pochi ostacoli, in mesi nei quali l’amministrazione acese è stata sospesa per note vicende giudiziarie e il periodo di campagna elettorale conseguente non permetteva alcuna pianificazione certa: lo abbiamo fatto perciò contando sulla collaborazione di volontari, associazioni e privati coinvolti, senza potere contare su alcuna istituzione, anche per amore di un’idea di valorizzazione dell’economia locale. Oltre a scegliere il “Turi Ferro”, nel cuore del centro, quale luogo delle sessioni di lavoro, abbiamo voluto coinvolgere i B&B del centro storico acese riuniti anche in associazione, attraverso il dialogo con il presidente Francesco Pistarà, anziché catene alberghiere che avrebbero decentrato l’ospitalità dei colleghi giornalisti in arrivo.

Abbiamo coinvolto alcune importanti associazioni culturali, a partire dall’associazione Costarelli, attraverso la preziosa collaborazione del presidente, Mario Di Prima, e da Legambiente, che vedrà il presidente regionale, Gianfranco Zanna, raggiungerci domenica 23 settembre non solo per illustrare alcune buone pratiche, ma anche per accompagnarci per l’itinerario guidato delle “Chiazzette”, all’interno della riserva a naturale della Timpa acese. Abbiamo scelto di proporre infatti le bellezze culturali ed estetiche della nostra città ai colleghi giornalisti anche attraverso tour del genere, come anche quello che, grazie alla collaborazione dell’Associazione “I Cento campanili”, mostrerà la Cattedrale di San Sebastiano e lo splendido Palazzo Martino Fiorini, come sarà interessato anche lo straordinario Presepe settecentesco. Non mancherà il tradizionale spettacolo dei pupi, grazie alla famiglia Grasso, né l’occasione di gustare unicità enogastronomiche che solo la Sicilia orientale può vantare, attraverso la passione e la creatività dello storico laboratorio-pasticceria Costarelli, che ospiterà più di un momento di ristoro, e del “risto-pub” La Nassa, ritenuto meritevole di particolare considerazione per la sua capacità di abbinare tradizione di cucina siciliana a innovazione culinaria, nel cuore del centro dove si svolge la storica “pescheria”. L’organizzazione stessa del seminario dimostra il modello virtuoso che può offrire la stessa città di Acireale nella sua capacità di “fare sistema” in termini di offerta di formazione, accoglienza e unicità: facciamo in modo che sia un seme di speranza concreta per tutti noi.

Ecco in PDF Premessa e programma convegno FISC Acireale Sett2018 
Ecco la Scheda di iscrizione (cliccando qui) riservata ai giornalisti interessati a prenotarsi per le sessioni accreditate e il soggiorno loro riservato con vitto e alloggio.
Ecco la LOCANDINA DEL CONVEGNO FISC ACIREALE 2018

Mario Agostino*

Direttore dell’Ufficio per la pastorale della cultura della diocesi di Acireale

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