Pippo Pattavina: teatro e scultura, due fortissime passioni che si intersecano nel burattino

Era stata programmata dal 14 dicembre al 6 gennaio, poi per acclamazione popolare, è stata prolungata fino a domenica 19, al palazzo della Cultura di via Vittorio Emanuele 121, Catania,  la mostra “Stregato da un’anima di legno … e di pietra” .

1510753_10202413447089084_1032016984_nPippo Pattavina, noto attore di teatro, ha un estro artistico che esplode, si espande e dilaga per creare da materiali semplici deliziose opere d’arte…
Una mostra è una mostra; già al primo sguardo appare chiaro: niente è come sembra e tutto è come è… la sorpresa nella sorpresa, non è la fama di attore che trascina, ma la scultura è una passione che lo supera, insomma qui l’atre c’è davvero!

Ci racconta quando l’attore è diventato scultore? Ammesso che non sia accaduto il viceversa…
“Tutto nasce proprio a teatro, interpretavo nella commedia Turchetta di Guaita il ruolo di un clown con il naso di gommapiuma ed avevo deciso di farmi da me il naso, procurandomi la gommapiuma necessaria, lo feci … in quel momento nacque la passione di fare pupazzi, iniziai a creare dei burattini cui facevo anche i costumi di pannolenci”.
Dalla gommapiuma si passa ad altri materiali, quali?
“Certo, come si vede qui attorno ho adoperato pietra, foglie di palma e lamiera, che viene ritagliata e colorata, ma la materia che preferisco è il legno…; si tratta di legni che provengono dalle mareggiate, contorti, disidratati, scavati già di per se… le forme ed i solchi che hanno mi suggeriscono qualcosa, la notte a volte penso a cosa potrei fare di un pezzo o dell’altro, parto senza sapere dove arrivare, senza un progetto, non disegno, cosa che tra le altre cose non so fare, seguo abbozzi di forma già presente e parto sempre dal naso”.
A questo punto facciamo la domanda per non avere più dubbi sul pulsare spontaneo di questa passione, la risposta personalmente già sentiamo di conoscerla, perché quella giusta è solo una: quanto tempo occupa questa passione nella sua giornata?
“Tutto il mio tempo libero! È una passione quotidiana, l’attore ha molto tempo libero, tutta la giornata se non è scritturato e se lo è, comunque ,la mattina è sempre libera… insomma si sta sovrapponendo all’attività di attore”.
Potrebbe fare una scelta?
“Non rinuncerei mai al teatro, se 100 è il teatro, 98 è la scultura”.
Quindi vince un po’ il teatro, quando ha deciso che avrebbe fatto l’attore?
“Da sempre, da quando ero piccolissimo, so che ciò che voglio fare è questo: l’attore; e non ho mai fatto altro. Certo, non mancano i momenti di grande sconforto e crisi, soprattutto l’inizio per un attore è molto duro o quando non riesce ad entrare bene in un personaggio… ricordo gli inizi, quando giravamo con lo Stabile per la Sicilia a portare gli spettacoli in teatri fatiscenti dove non veniva mai nessuno … lì pensai: chi me lo fa fare? Ma continuai e poi, quando esci da primo attore e la critica ti osanna, vieni ripagato di tutto”.
Quale spettacolo ama ricordare? Quale successo?
“ Sicuramente La governante di Brancati”
Parliamo dei meravigliosi burattini che sono il punto d’incontro tra le sue arti?
“I miei burattini hanno girato l’Italia con me nei teatri, con loro ho fatto il Fu Mattia Pascal  di Pirandello e il Cappiddazzu paga tutto ed è stato un successo ed una soddisfazione”.
Prossimo appuntamento a teatro?
“ 7 e 8 febbraio con Il malato immaginario di Moliere al teatro Metropolitan di Catania”.

Alessandra Distefano