Premio Cutuli / Tra Catania e S. Venerina una giornata di lezioni e confronti con i tre giornalisti premiati: raccontare con obiettività e neutralità

Un’intera giornata, sabato venticinque novembre scorso, dedicata al giornalismo tra Catania e Santa Venerina. Quello alimentato dalla passione di testimoniare gli eventi nel modo in cui realmente avvengono, senza aggiunte o abbellimenti ed incentrata su chi ha creduto in esso, ovvero la giornalista del Corriere della Sera, Maria Grazia Cutuli, uccisa in Afghanistan il diciannove novembre del duemilauno, mentre svolgeva il suo lavoro. Tanti spunti di riflessione, tante esperienze, riportate senza tentare di “edulcorare la realtà”, ma “raccontandola nel modo in cui è”.
Così ha riassunto il compito del giornalista Carmela Giglio, una dei tre vincitori della tredicesima edizione, appena conclusasi, del Premio Internazionale di Giornalismo “Maria Grazia Cutuli”. Un appuntamento che ha tenuto desta l’attenzione dei giovani studenti, presenti alle due fasi in cui l’evento si è svolto. Una riflessione che ha dato loro modo di comprendere dinamiche e meccanismi sviluppatisi tra il giornalista ed

Lectio magistralis

i fatti riportati. A testimoniarli i tre vincitori. Per la sezione “Stampa Estera”, il riconoscimento è andato al giornalista greco Teodoro Andreadis Synghellakis, corrispondente da Roma della radiotelevisione greca Alpha, dell’agenzia di stampa Amna e del quotidiano Efimerìda Syndaktòn; per la sezione “Stampa Italiana”, la giornalista Carmela Giglio, inviata di Tg1 e Gr1 e da settembre corrispondente per la Rai da Turchia, Iraq, Siria ed Europa meridionale; per la sezione “Giornalista siciliano emergente”, infine, Laura Bonasera, originaria di Enna, ma trapiantata a Roma, che fa parte della squadra giornalistica di “Nemo – Nessuno escluso”, in onda il giovedì su Rai2. Tre esperienze diverse, uniche nella loro singolarità ma accomunate dallo stesso principio, quello di “calarsi nella realtà e raccontare il sociale”.

Carmela Giglio

Carmela Giglio si è rivolta proprio agli studenti, potenziali giornalisti, presenti nell’aula magna “Santo Mazzarino” della Facoltà di Lettere dell’Università di Catania. Nella mattinata di sabato, accolti dal direttore del Dipartimento delle Scienze Umanistiche, Maria Caterina Paino, i giovani hanno ascoltato le parole degli inviati con massima attenzione ed interesse. La Giglio ha raccontato l’innamoramento per la professione che l’ha spinta a percorrere, spesso, sentieri, aree mondiali di crisi e di pericolo in cui lei, come gli altri giornalisti, viene “contaminata dalla realtà e lascia la propria impronta”. Riportare con le parole quello che i propri occhi vedono, gli scenari di scontri, di sofferenza, di incomprensione non sempre è facile.
Proprio da questi luoghi di interminabili conflitti, sociali ed economici, nasce “la necessità di testimoniare”, di parlare con la gente, come ha spiegato il giornalista Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera e moderatore del momento culturale. L’evento è stato realizzato nella “Giornata internazionale per combattere la violenza sulle donne”. La conduttrice Daiana Paoli, giornalista di Rai News 24 ha ribadito, in occasione del premio, la terribile realtà, fatta di sopraffazioni fisiche e psicologiche, in cui molte donne vivono ancora.

Teodoro Synghellakis

A testimoniarla, ancora una volta, i giornalisti. Una lente d’ingrandimento è stata utilizzata, per mettere in risalto un altro scenario complesso e problematico, quello della crisi economica che ha colpito la Grecia.
Teodoro Andreadis Synghellakis, parlando della profonda crisi socio-economica nella quale si dibatte ancora la Grecia, ha ricordato come “all’improvviso il cammino verso il progresso si  sia fermato”, in quella che è la culla della civiltà ed il debito pubblico sia aumentato.

Laura Bonasera

La giornalista Laura Bonasera, ha spiegato l’utilità di “provare a vivere la vita degli altri, provare ad essere l’altro, per tentare di capire certi aspetti della realtà” e ne ha dato dimostrazione con la proiezione dei suoi video che l’hanno vista agire secondo questa modalità.
La cerimonia di premiazione, svoltasi nel pomeriggio al Cine Teatro Eliseo  di via Vittorio Emanuele a Santa Venerina, paese etneo d’origine della famiglia Maria Grazia Cutuli, ha regalato ulteriori spunti di considerazioni su una professione, che, come uno specchio, riflette le caratteristiche del nostro mondo, micro o macro che sia, di una storia personale o dai caratteri generali riscontrabili in ogni individuo, di una realtà economica, culturale o anche determinata dai diversi tratti somatici di chi la condivide con noi. “La passione e l’empatìa” nei confronti di questo mestiere, come ha sottolineato Carmela Giglio, risultano imprescindibili per condurre al meglio il racconto degli eventi e stabilire un ponte necessario fra questi e ogni persona.

Rita Messina 

 

 

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Posted by on 3 dicembre 2017. Filed under Comuni,Cultura,In evidenza,Santa Venerina,Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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