Premio Escher / “Raccontare il presente immaginando il futuro” nel ricordo del giornalista-docente catanese scomparso

“Un grande protagonista di questa città, un uomo discreto che non amava stare davanti ai riflettori. Un giornalista curioso che, ancor prima di altri, aveva capito l’importanza del giornalismo digitale. Un professore universitario dalla grande capacità comunicativa”. Questa la presentazione che di Enrico Escher viene fatta durante la premiazione della prima edizione del contest a lui dedicato, dal titolo “Raccontare il presente immaginando il futuro”, da chi ha avuto il piacere di conoscerlo.

L’evento, promosso dall’Università e dal Comune di Catania, con il patrocinio della Federazione nazionale della Stampa italiana e dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia e sostenuto finanziariamente dalla Cogip Holding srl e dalla stessa Fnsi, si è svolto nella sala convegni del Palazzo Platamone di Catania; dove ha visto l’ntervento del sindaco di Catania, Enzo Bianco, il Rettore dell’Università di Catania, Giacomo Pignataro, il segretario regionale dell’Assostampa, Alberto Cicero, il consigliere nazionale della Fnsi Luigi Ronsisvalle, Eleonora Cosentino come rappresentante dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia e Mimmo Costanzo, rappresentante del Ceo della Copig. Holding srl. Tutte figure presenti nella vita di  Enrico Escher, come amico e come professionista, e che hanno voluto per questo, omaggiarlo di un loro contributo.

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L’intervento di Luigi Ronsisvalle alla cerimonia di premiazione

“Un grande uomo e  amico a cui ‘alluciavano gli occhi’ quando parlava dei suoi ragazzi, durante la sua carriera universitaria”, ricorda Enzo Bianco. Che aggiunge: “Un grande amico che mi è stato vicino in momenti difficili”.

“Un precursore del giornalismo digitale in tempo reale”,  così invece lo presenta il Rettore dell’università di Catania Giacomo Pignataro, quando prende la parola e  racconta un episodio vissuto insieme al giornalista,  la sera delle elezioni del 2006. Fu in quell’anno che, attraverso i progetti accademici  di Escher , “Radio Zammù” e il periodico telematico indipendente “Step1”,  le notizie accademiche venivano date sul web in tempo reale.

Perché per Enrico “la notizia era merce delicata”, racconta invece Luigi Ronsisvalle, amico e collega di Enrico. “Enrico giornalista discreto e curioso – continua Ronsisvalle – diceva che, ‘dietro ogni notizia, c’erano persone non solo fatti!’.  La cronaca non è un diritto, ma un dovere – continua il dirigente della Fnsi – che raccomanda ai giovani: “L’informazione è essenza della democrazia di un paese”.

Gli stessi giovani,  per l’esattezza 22 under 35 che hanno partecipato al contest, protagonisti di questo premio giornalistico articolato in due sezioni: reportage e videogiornalismo, il cui compito è stato  raccontare la storia di una scommessa, di un progetto che sta per nascere in grado di cambiare e innovare il nostro territorio,  attraverso un comune denominatore: #futuropresente.

Uno scorcio della sala con studenti partecipanti al Premio e invitati

Uno scorcio della sala con studenti partecipanti al Premio e invitati

Gli elaborati sono stati giudicati dalla commissione, nominata da Ateneo e Comune e composta dalle giornaliste Flaminia Belfiore e Rosa Maria Di Natale e dal docente del Dipartimento di Scienze umanistiche di Catania Rosario Castelli, la quale ne ha individuato i due i vincitori: Amelia Cartia per la sezione reportage con  l’elaborato dal titolo “Ragusa: Obiettivo Zerowaste”, ed  Alberto Salvatore Incarbone con “Campo San Teodoro Liberato”per la sezione Videogiornalismo.

I due vincitori si sono aggiudicati, come premio,  un tirocinio trimestrale retribuito in una redazione giornalistica.

“Un piccolo sogno che si realizza. Un progetto che a lui sarebbe piaciuto tanto – conclude Flaminia Belfiore, collega e compagna di questo grande professionista -. Un progetto nobile per un  protagonista indiscusso, Enrico Escher,  un bravo giornalista e docente, presente all’evento  attraverso i lavori dei  “suoi ragazzi”. Così chiamava i giovani universitari  a cui insegnava a guardare attraverso il “quarto occhio” con curiosità, a guardare ad un futuro d’innovazione,  un #futuropresente.

Stefania Fiamingo