Protezioni solari: le scelte appropriate per esporsi al sole in sicurezza. Maggiori attenzioni per i bambini

Arriva l’estate e la cura della pelle diventa protagonista, soprattutto alla luce dei rischi che può provocare una scorretta esposizione al sole.

62907L’azione dei raggi solari (diventata più aggressiva dal deterioramento dello strato di ozono atmosferico) è dannosa per la pelle: la prolungata e frequente esposizione ne causa il precoce invecchiamento, macchie, eritemi ed espone al rischio di insorgenza di tumori della pelle.

E’ bene  informare i lettori su quali  insidie si nascondano dietro le etichette dei cosmetici in commercio. La Commissione Europea  ha emanato raccomandazioni per assicurare che l’industria utilizzi un sistema di etichettatura dei prodotti di protezione solare semplice, standardizzata e comprensibile.
Il fattore di protezione solare, indicato normalmente nelle etichette con la sigla SPF (Sun Protection Factor), è un numero che indica quanto tempo è possibile esporsi con un determinato tipo di “filtro” senza incorrere in scottature o eritemi della pelle. Esso esprime, quindi, la capacità di un determinato protettore solare di arrestare la radiazione solare, formata anche dai raggi ultravioletti (UVA,UVB,UVC,) e infrarossi (IR).
Per sua stessa natura l’SPF non può essere definito soltanto da criteri oggettivi e deve essere considerato un valore orientativo poiché ci sono altri fattori che contribuiscono a determinare il tempo d’esposizione sicura come: il tipo di pelle (fototipo), l’intensità delle radiazioni, il tipo di prodotto usato, le condizioni atmosferiche ecc.
Il punto più importante da sottolineare è che non esiste alcuna crema che abbia un fattore di protezione totale; le numerosissime creme solari in commercio, generalmente, arrestano soprattutto i raggi UVB, ma sono molto meno efficaci per i raggi UVA. E’ necessario informarsi, leggendo attentamente l’etichetta o telefonando all’azienda produttrice (quando queste informazioni non sono specificate nel prodotto stesso), per sapere se il fattore di protezione si riferisca anche ai raggi UVA. Infine, la protezione stessa può essere inficiata dal cattivo uso di tali cosmetici.
I prodotti solari agiscono tramite filtri fotoprotettori che dovrebbero avere la capacità di proteggere la pelle anche dopo essere venuti in contatto con l’acqua, l’umidità o il sudore. I prodotti definiti impermeabili all’acqua (sull’etichetta identificati spesso con la parola “waterproof”) mantengono la loro efficacia anche dopo 80 minuti di immersione nell’acqua, mentre i prodotti definiti resistenti all’acqua (“water-resistant”) sono ancora efficaci dopo 40 minuti.
I filtri si distinguono in assorbenti (o chimici) e filtri riflettenti (o fisici)  Ai filtri assorbenti o chimici (i più diffusi) appartiene una serie di sostanze che grazie alla loro struttura sono in grado di assorbire energia, poiché contengono sostanze chimiche che funzionano come “filtri” dei raggi solari catturandoli e trasformandoli per renderli innocui.
Questo tipo di filtro è selettivo per certe lunghezze d’onda: la maggior parte dei protettivi solari assorbenti protegge solo nei confronti degli UVB. Alcuni prodotti associano più filtri per ampliare la gamma delle radiazioni assorbite ed estendono la protezione anche agli UVA.
Per poter garantire la copertura dell’intero spettro solare un prodotto a base di filtri chimici dovrebbe contenerne almeno 3 o 4 di diverso tipo ed in elevate concentrazioni.
Gli schermi fisici sono sostanze minerali (come l’ossido di zinco ed il diossido di titanio).
Il termine “schermo” indica che queste sostanze oppongono una vera e propria barriera alle radiazioni. I protettivi di questo tipo disperdono le radiazioni, quindi non lasciano passare i raggi ultravioletti ma li riflettono.
Date le loro caratteristiche sono indicati soprattutto in caso di ipersensibilità o intolleranza ai raggi solari (pelle chiara, spiccata tendenza agli eritemi e a forme neoplastiche), o per parti del corpo molto sensibili come il naso e le labbra.
I filtri sono opportunamente dispersi in un veicolo che ne assicura una distribuzione omogenea e una buona adesione alla pelle. La formulazione è poi completata con altri principi attivi che hanno la funzione di reidratare la pelle (aloe, burro di karitè, allantoina, acido ialuronico, pantenolo, ecc.) e lenire gli effetti nocivi del sole (camomilla o alfa-bisabololo, calendula, malva, acido glicirretico, ecc.).
Come il tipo precedente, però, sono nati soprattutto per rendere innocui i raggi UVB è quindi importante leggere bene l’etichetta ed accertarsi che la loro protezione si estenda anche agli UVA.
La pelle dei bambini è molto più sensibile di quella degli adulti in quanto hanno difese ancora imperfette poiché l’epidermide (la parte superficiale della pelle) del bimbo è molto più sottile di quella di un adulto, quindi la pelle è molto più penetrabile dai raggi solari. E’ per questo che sono fondamentali precauzioni speciali da adottare poiché esposizioni solari intense e prolungate durante l’infanzia possono aumentare nell’età adulta il rischio di melanoma e di invecchiamento cutaneo precoce.
Le scottature provocano dolore, e possono essere molto pericolose nei lattanti e nei bambini, la loro epidermide rappresenta una percentuale della massa totale del corpo più alta che nell’adulto, così che avranno un grande impatto sul resto dell’organismo. Una brutta scottatura causa disidratazione, febbre, svenimenti, shock, pressione sanguigna pericolosamente bassa, e battito cardiaco irregolare.
Tra i gesti più importanti è la scelta di protezioni solari speciali per bambini con fattore di protezione ultra-alta. Controllare poi se nella crema scelta vi siano ingredienti che possano dare allergie o sensibilizzazioni. Per la pelle del bambino è ideale un prodotto in crema che coniuga la facile applicabilità del latte ad una consistenza più densa e che quindi protegge meglio e più al lungo la pelle giovane.
È da tenere presente che i bambini al di sotto dell’anno di vita non dovrebbero essere esposti al sole, al di sotto dei tre anni dovrebbero avere sempre maglietta e cappellino ed è comunque da evitare l’esposizione al sole dalle 10.00 alle 16.00 quando i raggi UV hanno la maggiore concentrazione.
Rinnovare continuamente l’applicazione del prodotto solare, soprattutto dopo il bagno e comunque al massimo dopo due ore.
                                                                                          Alessandra Distefano

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Posted by on 26 luglio 2013. Filed under Salute,Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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