Prudenza, virtù dimenticata…

Questa estate presenta il suo doloroso bilancio di morti: alpinisti che presumono troppo dalle proprie capacità e dal clima, sub che si immergono da soli disprezzando la possibilità di soccorsi immediati, coraggiosi imbecilli che si tuffano in acque sconosciute e si schiantano su scogli 141900089-adc48305-e152-4fda-a49d-1070a5c9c6cdaffioranti. E’ il bollettino di sempre cui quest’anno si è aggiunta una novità: il turismo in territori sconvolti dalla guerra civile; magari ai margini, ma pur sempre pericolosi. Così sentiamo che le autorità italiane cercano di proteggere cittadini che sono andati in Egitto. Lo sanno questi cittadini che durante una rivolta e una guerra civile tumulti e attentati possono colpire ovunque? E si scatenano soprattutto nei confronti di persone che sono viste come odiosi nemici per il solo fatto di essere occidentali? Che “occidentale” per il fondamentalismo islamico è sinonimo di cristiano e cristiano di nemico? Eppure è scritto e ripetuto ovunque, le chiese bruciate non sono una novità. Anche quando la situazione politica era più tranquilla si raccomandava ai turisti di non lasciare le guide, di non avventurarsi da soli in quartieri sconosciuti dove la vita è pericolosissima anche per chi ci è nato. Si ama la trasgressione in sé, si va alla ricerca senza conoscere la meta, ci si infila in strade senza uscita con la massima naturalezza. Ogni tanto qualcuno non torna ma che importa? Allora dobbiamo chiederci: che fine ha fatto la Prudenza? Purtroppo oggi questo vocabolo è diventato sinonimo di paura, di timidezza, di doppiezza che ci fa assumere di volta in volta un aspetto diverso e gradito all’interlocutore. La Prudenza è stata ridotta a questo ma non è così. La Prudenza è la prima delle Virtù cardinali, è quella che secondo S. Tommaso conduce le altre così come la Speranza sospinge Fede e Carità, le Virtù teologali. La Prudenza biblica è quella sapienziale, è la capacità di valutare le situazioni e scegliere la strada più consona a conseguire il risultato, indirizzando la ragione su questa via. Il compito della Prudenza è quello di perfezionare e istruire la ragione pratica. La Fede, la Speranza e la Carità hanno il compito di farci vedere qual è il fine che dobbiamo perseguire nelle situazioni date – è la così detta ragione pratica –  ma è la Prudenza che ha il compito di indicarci la strada migliore per conseguire quel fine. Badiamo bene: la Prudenza non accetta l’inazione pavida, che blocca ogni azione e ci allontana dal fine; non accetta la sconsideratezza, che non garantisce i risultati e li affida al caso. Non accetta nemmeno che agiamo nel dubbio, perché l’Uomo prima ancora del Cristiano deve operare con responsabilità personale. S. Paolo definiva la Prudenza come “ il pensiero di Cristo in noi”. San Paolo è vissuto ed è morto con uno stile lontanissimo dalla prudenza piccina dei paurosi, ha sempre inteso per Prudenza la capacità di individuare ciò che è buono, gradito a Dio e perfetto. Chi ci aiuterà a riscoprire questa virtù?

Alessandra Distefano

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Posted by on 3 settembre 2013. Filed under Cronaca,Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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