Randazzo / Nella Notte dei Santi nelle tre chiese maggiori mostra di preziosi reliquiari, testimonianze di fede

“La notte tra il 31 ottobre ed il 1° novembre è nella tradizione cristiana, e quindi anche nella tradizione culturale occidentale, intrinsecamente ed indelebilmente segnata dal cristianesimo, la notte dei Santi, culminante nella Solennità di Tutti i Santi. Pertanto nei giorni 31 ottobre e 1° novembre si è pensato di esporre nelle tre antiche chiese maggiori della nostra città, Santa Maria, San Nicolò da Bari e San Martino, le reliquie dei Santi contenute nei reliquiari che fanno parte del loro tesoro artistico e culturale.

Il prof. Agostini con il parroco don Massimino

L’evento dell’esposizione delle reliquie nei loro reliquiari, dalla valenza sia religiosa che culturale, vuole contribuire a che la sera del 31 ottobre mantenga la sua bella e significativa identità religiosa e culturale di vigilia dei Santi, lungi da sostituzioni, acriticamente recepite, povere di contenuto e non del tutto innocue; vuole far conoscere il patrimonio artistico della nostra città, ma, soprattutto, vuole farci percepire la bellezza della vita santa ed invogliarci a viverla…”.
Con queste parole, riportate su manifesti e locandine, e anche sui social, il clero di Randazzo, guidato dall’arciprete don Domenico Massimino, annunciava e invitava la cittadinanza all’evento che avrebbe caratterizzato nei giorni delle festività dei Santi la cittadina etnea. Un evento originale, che a una valenza religiosa, come quella di ricordare i Santi attraverso le loro reliquie, ne associa un’altra artistica e culturale, esponendo al pubblico, per la prima volta tutti insieme, i preziosi reliquiari, appartenenti ad epoche, stili e maestranze diverse, spesso veri capolavori di arte orafa.
Agata, S. Barbara, S. Lucia, S. Giovanni, S. Sebastiano, S. Cremete…, e tanti altri ancora, i beati Luigi e Domenico, tutti cari alla devozione di molti randazzesi, eccoli sfilare tutti attraverso quei piccoli frammenti della loro vita terrena, racchiusi in preziosi contenitori, appartenenti alle tre chiese principali, ma anche a qualcuna delle chiese minori.
L’esposizione dei reliquiari, con le manifestazioni connesse, fortemente voluta dai parroci, è stata resa possibile grazie al lavoro degli organizzatori, i seminaristi Gianluca Franco e Mattia Cantali, e l’insegnante Patrizia Garasto, con la collaborazione dei volontari e dei giovani delle parrocchie. La mostra è stata visitata da un nutrito pubblico, di cittadini, di fedeli, di turisti di passaggio per la città, ed è stata fatta anche oggetto di visite guidate con la partecipazione degli alunni della scuola dell’obbligo accompagnati dai rispettivi insegnanti.

Reliquiario di S. Martino

Per tutta la notte di Ognissanti nella chiesa di S. Caterina si è svolta un’Adorazione eucaristica notturna, “La Luce respinge le tenebre”.
Il programma prevedeva, infine, nella serata del 31 ottobre, presso la basilica di S. Maria, una conferenza sul tema “Santi  tutelari di Randazzo: i reliquiari tra Medioevo ed Età Moderna”, tenuta dal prof. Antonio Agostini, vero esperto in materia. Agostini infatti, oltre ad avere svolto una tesi sugli argenti sacri di Randazzo, da anni collabora alla campagna di catalogazione dei beni culturali mobili della Diocesi di Acireale, e inoltre nel 2014 presso Bonanno Editore ha pubblicato Sei secoli di oreficerie. Artisti e committente internazionali e isolane nell’etnea Randazzo, un saggio corposo in due tomi sulla storia dell’oreficeria sacra, corredato da un ricco catalogo fotografico.
La dissertazione, seguita da un pubblico attento e interessato, interrotta soltanto dai commenti musicali del maestro Ludovico Camarda, ha fatto scoprire tanti particolari sconosciuti o poco noti sui manufatti esposti.
Dopo avere spiegato come i materiali impiegati per i reliquiari in particolare, e altri oggetti in genere destinati alla liturgia (ostensori, calici, ecc.), cioè i metalli nobili, e l’oro soprattutto, evochino e rappresentino eternità, regalità, purezza, anche nella loro simbologia, stabilendo così uno stretto legame tra arte sacra e liturgia, una complementarità tra arte e servizio divino, il relatore si è soffermato brevemente sul ruolo centrale svolto da Randazzo, nonostante i tanti saccheggi, epidemie, terremoti e bombardamenti che l’hanno funestata, nell’ambito della storia di Sicilia.
E, a riprova di tale importanza, avvalendosi del sussidio di immagini e didascalie, è passato alla descrizione, dettagliata quanto avvincente, dei reliquiari esposti nelle tre chiese, e delle reliquie in essi contenute, reliquie che, senza entrare nel merito di questioni di autenticità, “ci sono state tramandate dai nostri padri come testimonianze di fede”.

Maristella Dilettoso