Randazzo / Nella parrocchia Sacro Cuore felici per il premio del concorso “Ifeel Cud”: “Aiutiamo i disoccupati”

C’è la parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Randazzo, con il suo “Job Care”, tra le otto vincitrici della sesta edizione di “IfeelCud”, il concorso indetto dalla Cei (Conferenza episcopale italiana) tra le parrocchie che vogliono realizzare progetti di utilità sociale. Per saperne di più sul progetto che si è aggiudicato l’ottavo premio di mille euro, siamo andati nella chiesa parrocchiale, edificata negli anni fra le due guerre mondiali. La parrocchia comprende molti quartieri della cittadina medievale, quali Crocitta, San Vito e Sacro Cuore, San Lorenzo, Giunta, Bocca d’Orzo. Ad  accoglierci troviamo il parroco, don Santo Leonardi, e due responsabili del gruppo, Maria Claudia Fornito e Maria Rosaria Tirendi.

Come avete saputo del progetto?

Interno della chiesa Sacro Cuore
Interno della chiesa Sacro Cuore di Randazzo

Conosciamo da tempo questo concorso nazionale e poi consultiamo spesso i siti parrocchiali.

Chi cura questa parte di attività in parrocchia?

Il parroco con educatori e animatori del gruppo giovani parrocchiale, di età compresa tra i 22 ed i 35 anni, che hanno una formazione di vita pastorale con aspetti multidisciplinari di sociologia, medicina, farmacia, psicologia, servizio sociale, ingegneria, artigianato.

Cosa è “Job Care” e da cosa scaturisce il nome?

L’idea sgorga dall’incoraggiamento espresso da Papa Francesco su le “nuove vie di evangelizzazione” e su una attenta riflessione su quelle che sono le “linee guida date dal convegno ecclesiale di Firenze, il verbo che più sentiamo vicino è “uscire”, voce del verbo “rispondere”, perché non si può rimanere indifferenti, sordi, ad un problema che ci tocca da vicino come quello della disoccupazione. Siamo poi fermamente convinti che il bene prima o poi torni indietro, come una sorta di effetto boomerang. Come dire… il bene, genera altro bene.

La disoccupazione è una piaga mondiale, non avete pensato che molti altri progetti avrebbero trattato questa tematica?

Certamente; infatti, è stato l’argomento più discusso, ma questa è la realtà più vicina a noi, non volevamo realizzare chissà cosa o stupire con effetti speciali, ma esporre, in maniera semplice, con le parole del cuore, perché è questa la penna di cui ci siamo serviti, un problema reale, cui riteniamo di dover dare una “risposta” perché crediamo nella sensibilizzazione, così come nel fatto che ognuno di noi debba essere referente della propria realtà, anche se questa è di natura comune.

c hiesa Randazzo esternoIl progetto si estrinseca con la “Bottega dei mestieri”, in cosa consiste?

Rispondere fattivamente ai bisogni di questi disagi, in questo caso tenere occupati e motivare giovani e adulti disoccupati, fornendo loro le competenze per l’inserimento lavorativo, offrendo diversi settori come la sartoria, la lavorazione del legno e trasmettere conoscenze digitali.

A chi si rivolge il progetto, vi sono limiti di età?

Il progetto è rivolto a giovani e meno giovani, perché la Chiesa è come una grande mamma che abbraccia i suoi figliuoli. Ovviamente, si seguiranno sempre le priorità che per noi sono sinonimo di necessità. L’importante è l’obiettivo: l’inserimento nel mondo lavorativo, migliorare le proprie capacità e conseguenzialmente l’autostima.

Come ha risposto la comunità a questo progetto?

Molto bene. Abbiamo coinvolto la comunità nella giornata conclusiva dell’anno catechistico parrocchiale a Parco Sciarone, all’altare della Madonna di Fatima a Randazzo, con una partecipazione di circa 200 persone. Famiglie dei bimbi che frequentano il catechismo, la comunità parrocchiale, giovani, anziani. Alla fine dell’evento, abbiamo promosso l’8 per mille distribuendo materiale informativo e poi attraverso un flash mob mimato, fatto dai giovani della parrocchia (vedi flash Mob Parco Sciarone o su facebook digitando Parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Randazzo).

Considerato il fabbisogno progettuale, che non è coperto per niente dal premio del concorso, come pensate di organizzarvi?

Anche se le spese sono tante, siamo già felici di essere stati presi in considerazione, perché questo ci serve da input, sicuramente è già qualcosa. Continueremo nella nostra opera di volontariato.

Immaginavate di vincere?

Abbiamo creduto molto in questo progetto, e sinceramente ci aspettavamo un riscontro che non ha tardato ad arrivare.

Ringraziamo padre Santo, Maria Claudia e Maria Rosaria per l’esaustività dell’informazione. Abbiamo trovato due giovani molto motivate che cercano di trasferire il loro entusiasmo alla comunità, per far sì che insieme si possa trovare una “risposta” ad un problema così grande; problema che non rimane di certo relegato ad un concorso, considerato un modo per farsi sentire ed accogliere il bisogno del prossimo.

Maria Pia Risa

 

 

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