Randazzo / Il sindaco Mangione spiega la complessa attività amministrativa del 2017

A Randazzo,  nel Palazzo di Città, si è svolta la consueta conferenza stampa di fine anno del sindaco prof. Michele Mangione, con la partecipazione di esponenti delle testate giornalistiche e televisive presenti nel territorio. Conferenza particolarmente rilevante, sia perché il 2017 è stato un anno problematico e burrascoso per la città, sia perché manca appena un semestre alle nuove elezioni. Il sindaco, che non si è lasciato sfuggire l’occasione per controbattere alcune recenti affermazioni di esponenti dell’opposizione, ha risposto alle numerose domande poste dai presenti, e a quelle formulate negli ultimi mesi da molti cittadini su una locale pagina social, domande tutte inerenti i tanti problemi che affliggono la cittadina etnea nel corso di questi ultimi anni di attività amministrativa.
Situazione deficitaria dell’Ente
“In questi anni, dice il sindaco, ho voluto evitare di arrivare alla dichiarazione di dissesto, e non tanto per una questione di principio, ma perché, interpellati gli esperti, hanno consigliato di evitare questa soluzione, in quanto la situazione non richiedeva di giungere al dissesto. Tuttavia il Revisore dei conti aveva sempre sostenuto che si fosse sforato il patto di stabilità. A tale proposito l’Amministrazione ha proposto al Ministero per l’Economia un quesito in merito, ricevendone parere favorevole, sulla scorta dei documenti prodotti. Per quanto concerne il piano di riequilibrio, bisognava prima approvare i bilanci 2015 e 2016, che sono stati approvati solo dal commissario ad acta, e non dal Consiglio comunale. Il commissario aveva dato al Consiglio i tempi utili per l’approvazione, ma così non è stato, e pertanto a breve un Commissario nominato dalla Presidenza della Regione sostituirà il Consiglio comunale, in attesa dell’atto ufficiale di scioglimento (n.d.r. : proprio negli ultimissimi giorni il decreto di scioglimento è stato firmato dal nuovo Assessore regionale alle Autonomie Locali e notificato ai Consiglieri, è stato nominato il commissario, nella persona del dott. Giovanni Cocco, funzionario della Regione). Così solo verranno sbloccati e resi fruibili dei fondi statali preziosi per il Comune e finora bloccati, di cui una prima parte dovrebbe aggirarsi intorno a 1.100.000 euro”.
Il problema della “spazzatura”
“Il servizio di raccolta dei rifiuti soffre di tanti problemi – riconosce poi il sindaco – la pulizia è carente, è vero, e le responsabilità sono diverse. Il Comune non riesce a far fronte con puntualità ai pagamenti delle fatture, la ditta incaricata ha difficoltà finanziarie, perché anche altri comuni sono in ritardo con i pagamenti, vi sono mancanze nella presenza dei mezzi, nella loro funzionalità, l’impiego degli operatori è insufficiente, non tutte le unità sono quotidianamente in servizio, per vari motivi, l’Ente ha difficoltà nei controlli, e, non ultimo, il poco senso civico di alcuni cittadini (discariche abusive, vandalismi, ecc.), tante sono le mancanze e i difetti, che si riesce a correggere parzialmente e con difficoltà, si confida in un maggior senso di responsabilità dei randazzesi”.
Il problema dell’acqua
Quanto all’annoso problema della fornitura idrica, Mangione ammette: “Non sono stato molto fortunato, in questi anni si sono succeduti guasti alla condotta, rotture degli impianti, furti dei cavi… Basti dire che negli ultimi due anni si sono effettuati ben 32 interventi sulla condotta idrica, per una spesa di oltre 40.000 euro. L’ultimo grave episodio, nei giorni scorsi, il guasto a una delle sorgenti principali, San Giacomo, sui Nebrodi, a circa 8 Km da Randazzo, in una zona impervia. Questi guasti sono difficili da individuare per la mancanza di mappatura, per le continue perdite, per la natura stessa del territorio, quindi si sono dovuti effettuare diversi saggi di scavo, finché non si è scoperto il punto della rottura. Le cause? Forse le conseguenze di un evento franoso degli anni ’90, forse la presenza di radici sulla condotta medesima. Però, una volta individuato e riparato il guasto, l’afflusso dell’acqua non è ripartito come dovuto, e questo perché la mancanza di precipitazioni dei mesi scorsi ha causato un abbassamento della falda acquifera. Quindi si è dovuta razionare la fornitura idrica negli ultimi giorni, per impedire che scenda la pressione minima dell’acqua nelle vasche”.
Le spese dell’Ente
Alla domanda su quali ripercussioni avrebbe l’arrivo di liquidità, e per quali servizi, il sindaco elenca i molti ritardi e servizi deficitari che ne trarrebbero beneficio. “Spese obbligatorie, come gli stipendi del personale. Nonostante il numero dei dipendenti si sia abbassato, per i molti recenti pensionamenti, si verificano sempre ritardi nel pagamento degli stipendi, che sono stati recuperati solo negli ultimi giorni. Se c’è un deficit, bisogna individuare le priorità, e la prima è il pagamento degli stipendi per centinaia di famiglie, sia i dipendenti dell’Ente, sia gli operai del servizio di pulizia, è una responsabilità che mi sono assunto, poi vengono gli altri pagamenti, come gas ed energia elettrica”.
Il programma, gli errori, la scadenza del mandato
In paese si respira un clima poco favorevole, sono in molti a rimproverare al sindaco di avere disatteso tante aspettative e di non avere realizzato quanto si era prefissato nel programma elettorale: quali ne sono state le cause, e a chi o a cosa vanno addebitate? Al sindaco medesimo, ai suoi collaboratori, ai gravi problemi economici o ad altro? “Gli errori sono inevitabili, uno forse è quello di non essere stato abbastanza determinato, poi vi è la situazione politica, l’accanimento feroce degli avversari, un atteggiamento quasi di livore, che ha spesso condizionato la serenità dell’operato amministrativo e degli uffici, e ha spesso impedito alla città di godere di alcune opportunità, ma l’ostacolo maggiore è stato quello economico”.
A circa sei mesi dalla scadenza del mandato, è d’obbligo chiedere se intenda riproporsi alle prossime elezioni. “Ricandidarsi sarebbe un dovere, ma ciascuno ha anche il diritto di riflettere e ripensarci”, glissa il sindaco.
Le cose realizzate
Dopo i tanti aspetti critici, il prof. Mangione ha voluto precisare che, durante il suo mandato, si è lavorato, e alcune cose sono andate in porto. Ad esempio, il Comune di Randazzo ha partecipato a un bando per le indagini sul rischio sismico nelle scuole, producendo l’anagrafe edilizia degli edifici scolastici. Inoltre si svolgeranno dei lavori di consolidamento del costone roccioso nei pressi del fiume Alcantara, in taluni tratti delle vie Duca degli Abruzzi, S. Margherita e S. Caterinella, alcuni già finanziati, altri finanziabili. L’Ente poi ha presentato un progetto per il ripristino della strada Calderara – Feudo Mischi, e un altro progetto ancora al Ministero per l’Ambiente, per l’efficientamento energetico dell’edificio comunale, impianti compresi, secondo criteri di risparmio energetico e adeguamenti alle moderne tecnologie. Sulle sorti della Biblioteca comunale, chiusa da ormai circa cinque anni, afferma che questo è un suo cruccio, che si pone il problema, e che, tenendosi in contatto con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania, si sta tentando insieme alla Giunta di trovare un percorso che porti ad una soluzione del problema.

Maristella Dilettoso

 

 

 

 

 

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Posted by on 10 gennaio 2018. Filed under Comuni,Cronaca,In evidenza,Randazzo. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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