Recensioni / Prospero Intorcetta, missionario in Cina. Valorizzando la sapienza di Confucio favorì la diffusione del Cristianesimo

Prospero Intorcetta S.J., un Siculus Platiensis nella Cina del XVII secolo
A cura di Antonino Lo Nardo, Vanessa Victoria Giunta, Giuseppe Portogallo
Piazza Armerina -Fondazione Prospero Intorcetta  Cultura Aperta, 2018.

Ad apertura del volume, significativa la citazione di due versi del Faust di Johan W. Von Goethe: “Ciò che hai ereditato dai padri; / riconquistalo se vuoi possederlo davvero.” E’ proprio questo l’obiettivo dell’opera,  “Prospero Intorcetta S. J., Un ‘Siculus Platiensis’ nella Cina del XVII secolo”, a cura di Antonino Lo Nardo, Vanessa Victoria Giunta, Giuseppe Portogallo, pubblicata dalla Fondazione Prospero Intorcetta Cultura Aperta.
Dopo tre secoli di silenzio, la vita apostolica del gesuita di Piazza Armerina, Prospero Intorcetta, missionario in Cina, rifiorisce. Osserviamo che il cristianesimo in Cina ha una storia molto antica: è con i Tang che vi giunge, ma dal 1368 al 1582  subentra il divieto di approdo ai missionari. Sono i gesuiti, sotto la guida di Matteo Ricci, morto nel 1610, e Michele Ruggieri, a riprendere la strada della Cina, sotto la dinastia dei Ming. Nella prefazione, Giuseppe Portogallo, presidente della Fondazione, si ricollega all’evento della mostra del 2006 ,“Continente Sicilia cinquemila anni di storia”, nel National Museum di Pechino, dove viene esposto il seicentesco libro di Prospero Intorcetta, primo traduttore europeo di Confucio, “Sinarum Scientia Politico-Moralis”, con la traduzione in latino di uno dei quattro libri del filosofo Confucio (551 a.C. circa- 479), “stampato per metà in Cina con materiali e tecniche cinesi e per metà con carta e tecnica occidentale, custodito ad oggi nella Biblioteca Centrale della Regione Siciliana”. L’edizione facsimilare dell’opera è fornita anche del ritratto di Prospero Intorcetta S. J., capolavoro prezioso del Seicento a Palermo; inoltre, sono acclusi due trattati, l’uno di Gaetano Gullo, direttore della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, “Per una ripresa degli studi su Prospero Intorcetta e i Gesuiti siciliani in Cina nel secolo XVII”; l’altro, sulla citata opera di Intorcetta e “la diffusione del pensiero di Confucio in Europa”, a cura di Marina Battaglini, responsabile delle Collezioni orientali Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele II di Roma.
Il volume di Intorcetta è di eccezionale portata sul rapporto ecumenico e sociale tra Cina ed Europa, in particolare con la Sicilia. Il missionario e letterato, in Cina, trascorre lunghi anni di operosità ed eroico impegno: valorizza senza pregiudizi la sapienza di Confucio, impegnandosi nella diffusione del Cristianesimo, in seno all’antica civiltà cinese.

Ritratti

Originali, i tre ritratti pubblicati. Antonino Lo Nardo traccia la storia dell’artistico ritratto d’Intorcetta S.J., nella Biblioteca Comunale di Palermo, citando Matteo Ricci circa l’uso del ventaglio cinese : il Gesuita è raffigurato da un pittore anonimo del XVII secolo, in occasione della sua visita alla Casa Professa nel 1671, alla maniera di un saggio cinese: capigliatura lunga ricadente sulle spalle e un copricapo; un ventaglio con ideogrammi cinesi, nella mano destra; altrettanto, nella sinistra, una lunga pergamena, sostenuta  da una figura simbolica, mentre a destra un’altra figura addita una piccola croce, in alto.  Nello sfondo, la prua di una nave da un lato, un pianeta, una stella e raggi luminosi, dall’altro.
A  Piazza Armerina, il 20 ottobre 1884, delibera del Consiglio Comunale: rivolgersi al Bibliotecario della Comunale di Palermo, per “far ritrarre l’immagine di Prospero Intorcetta, da un valente pittore”. L’autore sarà Luigi Pizzillo: nel 1885 il ritratto è posto nella Sala del Palazzo di città.
A Caltanissetta, su notizia di Walter Guttadauria, lo stupendo medaglione del gesuita Prospero Intorcetta, si trova nel Palazzo del Libero Consorzio Comunale: il primo di sei medaglioni di illustri siciliani, vissuti tra il secolo XVII° e il XIX°.

Scopertura ad Hangzhou del busto dedicato a Intorcetta

Celebrazione del Decennale della Fondazione

Sei prolusioni di dotti autori illustrano con la loro testimonianza il Decennale della Fondazione. La prima è dell’arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi, fino al 2013 vescovo di Piazza, presidente onorario della Fondazione: mette in luce il suo interesse per lo studio dei gesuiti siciliani in Cina, tra cui alcuni scienziati; cita la visita ufficiale nel 2009 dell’ambasciatore cinese Sun Yuxi con al seguito colti cinesi; l’incontro, all’Expo di Shanghai, nel 2010, con la giornalista Wang Na, autrice di un articolo su Intorcetta, pubblicato da un autorevole quotidiano cinese; la donazione della ristampa anastatica del libro di Intorcetta “Sinarum Scientia Politico- Moralis” a papa Benedetto XVI, in visita a Palermo, e a papa Francesco.
Segue la prolusione del vescovo di Piazza, Rosario Gisana, incentrata sull’interculturalità, messaggio della vita missionaria di Intorcetta, base di fratellanza universale, per un positivo futuro del genere umano, nel rispetto della diversità, ricchezza ai fini di una società coraggiosa, innovativa nel  promuovere un rapporto di conoscenza. Ideale etico-sociale della Fondazione Prospero Intorcetta Cultura Aperta, che nelle sue iniziative mira all’affermazione di valori, al dialogo tra i popoli, superando aridi pregiudizi, dal momento che la verità rigenera la speranza in un mondo migliore.
Personalizzata e dettagliata, la prolusione di Antonino Laspina, che si definisce “intorcettiano”, nello svolgere attività finalizzate a cambiare “la percezione tra uomini di chiesa e non, tra sinologi e non”, impegnato nel recupero di opere disperse di Intorcetta: dal 2003, vivendo in Cina,  è in grado di rilevare l’importanza del grande sinologo, capace di avvicinare Occidente ed Oriente, Italia e Cina, tanto che, pur essendo meno noto di Ricci, i suoi furono funerali di stato.
Laspina focalizza la sua attenzione sia sul commercio cinese con la Sicilia e viceversa, sia sulla rete di rapporti a livello internazionale, che fa risaltare Intorcetta.
Molto apprezzata la poderosa biblioteca digitale nei locali della Fondazione, frequentata anche da studenti, impegnati in tesi di laurea. Intensa la prolusione di Paolo Centonze: riconosce l’operato del Presidente  Portogallo, per dare una connotazione storica ad Intorcetta. Cita singolari  episodi, che denotano la reciproca collaborazione per lo sviluppo della Fondazione, impegnata a promuovere eventi per la cittadinanza; nel 2016, a Piazza Armerina viene posto un busto di Prospero Intorcetta dello scultore, Angelo Salemi, nello spiazzo accanto al Collegio dei Gesuiti. Un altro busto del Gesuita viene installato a Hangzhou.
La prolusione di Antonino Lo Nardo, intitolata “Pensieri ‘intorcettiani’…a ruota libera”, è impregnata di spirito umoristico: si ricollega alla frequenza dell’Istituto Pedro Arrupe di Palermo nel 2006, quando un suo scritto viene inserito in una pubblicazione sui missionari siciliani, nella straordinaria raccolta di 275 biografie. Non aveva previsto che, a distanza di un anno, la città nativa d’Intorcetta, avrebbe fatto sorgere la Fondazione, su iniziativa di Portogallo. Questi, desideroso di coinvolgere i Gesuiti, lo contatta attraverso il gesuita P. Franco Beneduce, convinto d’indicare in lui un “grande esperto della storia della Compagnia di Gesù”: è l’inizio di fattiva collaborazione e amicizia.
La prolusione di Vanessa Victoria Giunta è sintetica e vivace, in relazione alla cultura, senza confini geografici, temporali e sociali. Nel 2016, la dottoressa, grata a Portogallo, compie il viaggio in Cina, per la donazione del busto di Intorcetta.

Di fondamentale importanza il capitolo “Un lungo viaggio si percorre passo dopo passo” di Giuseppe Portogallo: in occasione della sua visita alla Mostra Internazionale a Pechino, nell’aprile 2006, attraverso dialoghi con accademici cinesi, percepisce il valore storico del  gesuita Intorcetta per la traduzione di Confucio in latino, diffusa in Europa, nel campo della storia della filosofia, dall’edizione parigina del 1687, intitolata “Confucius Sinarum philosophus”, parafrasi di P. Intorcetta, pronta per la stampa, lasciata a Roma nel 1672: ad essa si fa riferimento per le traduzioni di Confucio, sia  in latino sia nelle lingue europee.
E’ lo studioso gesuita  Carmelo Capizzi che, nella seconda metà del Novecento, decide d’intraprendere un’appassionata ricerca su Prospero Intorcetta, in seguito alla scarsità bibliografica, limitata ad articoli enciclopedici, a pagine sparse in libri sulla storia delle Missioni dei Gesuiti in Cina o ad altri accenni. Esiste solo l’incisivo saggio del palermitano, prof. Vincenzo Di Giovanni, su Intorcetta, ma se ne riscontra la brevità.
Capizzi traccia la biografia scientifica di  Prospero Intorcetta, che viene riportata, attingendo anche notizie alla Cronologia sintetica della vita di Intorcetta S.J., a cura di Antonino Lo Nardo. Il missionario, nato a Piazza, il 28 agosto 1625, è poco conosciuto in Sicilia, di più noto nella sfera degli eruditi in Francia. Prospero viene inviato dai genitori, a sedici anni, al “Siculorum Gymnasium” di Catania per lo studio della legge,ma la sua volontà è un’altra: far parte dell’Ordine dei gesuiti e aspirare alla vita in lontane Missioni.
A Messina viene accolto dai Gesuiti e dopo gli studi, nel 1659, all’età di 34 anni, inviato in Cina, dove battezzerà migliaia di neofiti e farà costruire chiese cristiane, provocando persecuzioni: nel 1665, assieme ad altri missionari gesuiti, domenicani e francescani, l’arresto; l’anno seguente viene nominato Procuratore della Missione in Cina. Nel 1668, attraverso uno stratagemma, il suo posto nella prigione di Canton viene occupato da un gesuita francese, mentre lui progetta la partenza per Roma. Nel 1669 pubblica il “Sinarum Scientia Politico-Moralis; parte per l’Europa: scalo a Lisbona, poi a Genova, infine nel 1671 arrivo a Roma. Visita a Palermo e rientro a Roma, dove il Generale, P. Giovanni Paolo Oliva, gli viene incontro con una sua lettera per la raccolta di fondi. Dei 40 giovani missionari concessi, 25 muoiono nell’Oceano Pacifico a causa delle bonacce con relative malattie, durante la navigazione per la Cina.
L’opera “Apologetica disputatio”, nel 1700 sarà pubblicata a Parigi, con il nuovo titolo “Testimonium de cultu sinensi, datum anno 1668”. Nel 1673, il rientro definitivo in Cina, dove i missionari incarcerati erano stati liberati. Ad Hangzhou, fa decorare la chiesa locale, fonda il Noviziato dei Gesuiti; riceve la nomina di Visitatore della Cina e del Giappone. Negli anni Ottanta ha problemi di salute, che riesce a superare; nel 1683 scrive una lettera al fratello Francesco, gesuita, a Palermo. Negli anni 1688-92, persecuzioni dei cristiani in Cina. Intervento di Intorcetta  presso l’imperatore, che il 22 marzo emana un editto di tolleranza. Il 3 ottobre 1696 ad Hangzhou, Prospero Intorcetta muore e la salma viene sepolta nel cimitero da lui stesso destinato ai missionari gesuiti.
Varie sono le problematiche intorno alla sua vita e alla sua famiglia. Sono conservate 20  sue lettere autografe ai Generali dell’Ordine dei Gesuiti. Avventuroso il primo viaggio per nave nel 1656 verso le Missioni, sconvolto – poco dopo essere salpata la nave da Genova con 10 gesuiti europei- dall’assalto di una nave corsara. Derubati e maltrattati, i missionari riescono a riacquistare la libertà dietro versamento di una somma di denaro. Trascorsi alcuni mesi, viene ripreso il viaggio per Lisbona, da dove si partiva per le Indie.
Nella sua piccola autobiografia, Intorcetta  elimina dati inerenti al viaggio, mentre rivela la sua personalità, riportando la cronaca delle gravi condizioni di salute dei suoi compagni, del suo servizio infermieristico, non avendo contratto alcuna grave malattia.
E’ interessante leggere le sue peripezie sul suolo cinese; conoscere  i vari incarichi, da lui ricoperti con alto senso di responsabilità. Divenuto Procuratore dei missionari di Cina, urge fare un viaggio a Roma. Trascorre qualche mese in Sicilia a Palermo,nel 1671. Intorno alla fine dell’anno successivo, Intorcetta ritorna in Cina, con nuovi missionari, ma tredici sono morti, a causa di una pestilenza scoppiata sulla nave, nella zona equatoriale; anche lui stavolta è contagiato, tuttavia guarisce. Arrivo a Macao, alla fine del 1673. Le fonti di tali notizie sono nelle biblioteche di Italia, Francia, Portogallo e Cina. Suggestiva mappa storica di Platia, ovvero Piazza.

I Convegni

Il busto dedicatogli a Piazza Armerina nel 2016

Il convegno del 23 marzo 2016 si svolge a Piazza Armerina, nel Museo Diocesano, con titolo: “Un gesuita siciliano nella Cina del XVII secolo: Prospero Intorcetta, missionario e letterato.” Tre i messaggi di auguri:  sen. Francesco Giacobbe; P. Francesco Beneduce S.J.; dott. Enza Cilia Platamone, direttore  Centro Reg. progettazione e restauro.
Negli Atti del Convegno, quindici interventi programmati, molto interessanti, vertenti, oltre che sul protagonista, su gesuiti siciliani e dialogo interculturale tra Oriente e Occidente nel XVII secolo; le biblioteche gesuitiche in Cina; il confronto con il confucianesimo; Confucio latino dai manoscritti alla stampa: carte autografe intorcettiane; il rapporto con una società singolare; la civiltà asiatica; il mondo del Levante, e così via.
Originale, la descrizione amministrativa della Cina: “L’Intero Regno, come nella Repubblica di Platone, è amministrato dai soli mandarini, al punto che i desideri di Platone sembrano realizzarsi: “fortunato sarà il regno in cui il re filosofeggia e i filosofi hanno il potere”. Ancora temi suggestivi: La Compagnia di Gesù in Sicilia, in particolare a Mazara del Vallo ; personaggi e artisti italiani alla corte dei Qing; il toponimo Platia e il suo sviluppo. Tutti temi, che hanno dato vita ad una bella serata, in cui a Piazza si festeggia il Decennale. Relatori: Francesco Vergara Caffarelli; P. Francesco Tata S.J; Giuseppe Barone; Angelo Granata; Stefano Benedetti; Antonio Lo Nardo; Nicoletta Basilotta; Giuseppe Scuderi; Salvatore Lo Re; Francesco Piro; Isabella Doniselli Eramo, Francesco Failla; Francesca Paola Massara; Gaetano Masuzzo; Sergio Severino.

Le cerimonie

Il piazzese Prospero Intorcetta rivive nel secolo duemila attraverso solenni cerimonie sia in Sicilia che in Cina, dove testimoniò la sua ardente Fede, fu apostolo di pace, uomo dotto. Il suo busto,ispirato al ritratto di Palermo , opera dello scultore siciliano Angelo Salemi di Mazzarino, il 23 marzo 2016 , con solenne cerimonia di commemorazione nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, viene donato dal presidente della Fondazione al Comune di Piazza Armerina; una copia viene donata ad Hangzhou, dove il 3 novembre 2016, il busto, alla presenza di autorità cinesi, è posto nel cimitero; Giorgio Casacchia traccia dei cenni storici sul cimitero dei Gesuiti. Un evento conclusivo viene celebrato sul Decennale il 29 dicembre 2016.

Il presente volume è arricchito da emblematiche e luminose foto; inoltre, funzionale è la cronologia sintetica della vita di P. Intorcetta S.J., a cura di Antonino Lo Nardo. Ben studiata la copertina: la parte anteriore esterna, centro storico di Piazza; all’interno, cartina geografica della Sicilia d’epoca, divisa in tre zone: ad Est, Valle di Noto e  Valle di Demona con il vulcano Aetna; Val di Mazara, la zona centro-occidentale, con Palermo. Nella parte posteriore esterna, busto di P. Intorcetta , accanto un passo sul futuro di Eric J. Hobsbarum; in basso, l’Oceano e la Cina; all’interno, carta geografica di “Imperii Sinarum Nova descriptio”. Un cd  accompagna il complesso volume.

Anna Bella