“Ripartire dalla grotta di Betlemme”: gli auguri di Natale del Vescovo di Acireale

“Quando siamo giù, bisogna andare davanti alla Grotta, perché il Bambinello è vita ed è da lì che rinasce la vita.” E’ questo il messaggio di augurio che il vescovo di Acireale mons. Antonino Raspanti ha rivolto ai fedeli della diocesi a conclusione dell’incontro con gli operatori dell’informazione tenutosi nel palazzo vescovile il 21 dicembre, in prossimità del Natale e delle feste di fine anno.

Mons. Raspanti e il dott. Di Prima

Questi incontri con il vescovo Raspanti in occasione delle principali festività stanno diventando una piacevole ed importante abitudine, una occasione di incontro che serve a mantenere il clima di comunione e di collaborazione con i giornalisti e a far sì che gli operatori dell’informazione si facciano a loro volta intermediari tra il popolo di Dio ed il suo pastore. E’ questo il nuovo stile portato nell’ambiente della comunicazione da parte del vescovo Raspanti.

Durante l’incontro con i giornalisti, al quale hanno partecipato anche rappresentanti di testate operanti al di fuori del territorio diocesano, sono stati affrontati numerosi argomenti di stretta attualità. Dopo l’introduzione del dott. Mario Di Prima, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi, il quale per primo ha fatto riferimento all’attuale periodo di crisi, si sono succedute le domande dei giornalisti presenti, riguardanti per la maggior parte i vari aspetti della crisi, anche con riferimento alla nostra realtà locale.

Mons. Antonino Raspanti

Mons. Raspanti ha risposto individualmente alle singole domande, sottolineando che occorre un “supplemento di fiducia”, come è avvenuto per la Natività, in cui si sono fusi l’impulso di Dio e l’opera dell’uomo; e “l’uomo deve intervenire con la fede”, perché “nei momenti bassi della storia dell’uomo interviene l’opera di Dio a ridare vita”. Ha poi sottolineato più volte che occorre fare sempre il proprio dovere quotidiano “con tenacia, con sagacia e con professionalità”, in qualunque ambito o posizione sociale ci si trovi, riscoprendo addirittura i lavori “più umili”. A proposito dell’opera dei cristiani, mons. Raspanti è del parere che la Chiesa deve saper “trarre dal proprio seno persone che diano un contributo alla rinascita del paese”, rieducando alla “partecipazione”, soprattutto i giovani.

Il presepe del palazzo vescovile

“I giovani – ha detto ancora mons. Raspanti – sono la fascia più debole della società, quella che paga maggiormente l’attuale crisi di valori, crisi che non è solamente economica, ma anche affettiva”.

Si è parlato pure di accoglienza degli immigrati e di appartenenti ad altre fedi religiose, il che pone anche il problema della creazione di nuovi luoghi di culto. Il vescovo ha parlato di “disponibilità all’accoglienza”, soprattutto nei confronti degli ortodossi, ma “il vero punto è se siamo capaci di accogliere e creare una realtà multiculturale”, e su questo occorre interpellare anche le istituzioni.

Lo scambio di auguri finale

Qualcuno ha tirato in ballo anche la fine del mondo profetizzata dal calendario Maya, ma mons. Raspanti ha confessato “in tutta sincerità” di essersene completamente dimenticato.

L’incontro si è concluso in un clima di viva cordialità, con lo scambio degli auguri che il Vescovo ha invitato gli operatori dell’informazione a trasmettere a  tutti i propri lettori e ascoltatori.

Nino De Maria