Riposto / Incontro con gli studenti per ricordare le vittime delle foibe

Sabato 9 febbraio, nella Sala del vascello di Palazzo di Città di Riposto, si è tenuto un incontro riguardante  “La giornata del ricordo” delle vittime delle foibe e dell’esodo giulio-dalmata. All’incontro hanno preso parte gli studenti delle scuole superiori del territorio ripostese.
Dopo una breve presentazione da parte dell’assessore alla Cultura Carlo Copani, e del vice sindaco di Riposto Rosario Caltabiano, l’incontro è proseguito a cura dei tre relatori: dott. Paolo Di Caro (giornalista), prof .Aldo Nicosia (politologo), prof. Tino Vittorio (storico), che hanno spiegato  le cause e gli avvenimenti storico- politici del tempo.

Amara la lettura di molti cambiamenti della seconda metà del Novecento in poi; è struggente il viaggio nei ricordi del confine orientale, dove da (15.000 a 20.000) italiani furono infoibati per ragioni anti italiane, causando una pulizia etnica della zona. Nei territori occupati si scatenò la vendetta dei comunisti jugoslavi sotto il comando di Josip Brozz “Tito” contro gli italiani, a causa dell’italianizzazione forzata operata in Istria durante il fascimo, e dell’invasione militare dei Balcani nel 1941, sotto gli ordini del generale italiano Roatta che utilizzava gli stessi metodi brutali dei tedeschi. Appoggiati dai comunisti locali; quei giorni furono scanditi dalle foibe “profonde fosse naturali dell’altopiano del Carso” dove finirono anche numerosi oppositori politici, partigiani non comunisti, e rappresentanti istituzionali italiani che, insieme alle loro famiglie, subirono una morte orrenda.

Non mancarono episodi di violenza, italiani contro italiani, l’eccidio di Porzus  ( Gorizia ), in cui partigiani di una brigata comunista massacrarono i partigiani della brigata Osoppo di ispirazione monarchica, azionista, socialista e cattolica. A queste rappresaglie si aggiunse il dramma di un gran numero di italiani provenienti dall’Istria, Fiume, Dalmazia, Trieste, Zara, Pola (350.000), costretti a riparare in Italia per sfuggire ai massacri dei comunisti jugoslavi, perché ritenuti compromessi in passato con il regime fascista. Trascorso il primo dopoguerra, la vicenda è stata trascurata dai vari governi e dalle rispettive opposizioni; posizione provocata dalla rottura tra Tito e Stalin avvenuta nel 1948, che spinse tutto il blocco occidentale a stabilire rapporti meno tesi con la Jugoslavia, in funzione anti sovietica. Solo il 3 novembre 1991, l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga si recò in visita alla foibe di Basovizza, e chiese perdono per un silenzio durato cinquant ‘anni.
L ‘incontro si è concluso con la voglia di ricordare, perché, chi ha perso la vita a causa delle foibe, non venga dimenticato.

Nino Di Mauro