Sanità privata / Era catenoto Salvatore Maugeri, padre della omonima Fondazione nata per salvaguardare la salute degli operatori industriali

Da qualche tempo la Fondazione Salvatore Maugeri, benché le sue benemerenze, si trova alla ribalta della cronaca, non certamente per volontà del fondatore il quale, con grande genialità e con generosità cristiana, intese, nei momenti del cosiddetto miracolo economico, salvaguardare la salute degli operatori nell’industria. Egli si preoccupò dei grandi rischi di coloro che lavoravano nel campo manufattoriale, dovuti alle materie chimiche adoperate e generati dall’enorme sviluppo industriale dell’epoca.

Ma andiamo alle sue origini. Salvatore Maugeri, professore ordinario di Medicina del lavoro, nel 1965, al centro di Pavia in via Boezio,  fondava il primo  Istituto di Igiene industriale  per il monitoraggio delle esposizioni nell’ambiente del lavoro. Si chiamava,  allora, “La  Clinica del Lavoro e della riabilitazione”, ente giuridico di  diritto privato, per supportare l’attività dell’Università di Pavia. Dal quel nucleo storico di via Boezio, come  Fondazione Maugeri si è estesa progressivamente su tutto il territorio italiano.

Ma perché vengo ad occuparmi della Fondazione? Non sono un medico, non un ricercatore scientifico, né ho mai fatto ricorso alle prestazioni di questa meritevole Istituzione.

Il motivo sta nel fatto che Salvatore Maugeri nasce  in Sicilia, ad Aci Catena, il 17 novembre del 1905, da Orazio e da Lucia Pennisi, appartenenti ad una agiata famiglia di agricoltori e legati da stretta amicizia anche con la mia famiglia. L’ho conosciuto personalmente e mi ha onorato della sua amicizia, in modo particolare, durante gli anni della mia permanenza a Milano.

Dai genitori e dalla parrocchia Santa Maria della Catena egli riceve un’educazione perfettamente cristiana, ma frequenta assiduamente anche la chiesa di Santa Maria della Consolazione, dove gode della stima del parroco Rosario,  mio zio, che  gli affida l’insegnamento catechistico.  Superate le scuole medie superiori e ottenuta la maturità classica nel liceo Gulli e Pennisi, in seguito anche alle vicende del servizio militare, lascia l’Università di Catania, dove è allievo del patologo e clinico medico L. Preti, che  poi seguirà nei trasferimenti.  Si laurea  a Parma in Medicina e Chirurgia  il 10 luglio 1929. Nel 1930, usufruendo di una borsa di studio, frequenta a Friburgo l’Istituto di Anatomia Patologica diretto da Ludwig  Aschoff e  successivamente l’Istituto di Chimica Fisiologica di Tubinga e di Immunologia di Berlino.

Nel 1932 si specializza in  Clinica Medica e a Parma  inizia la carriera accademica, che lo vede Assistente e poi Aiuto. Nel 1936 è a Milano e nel 1941 a Padova, titolare della cattedra  di Medicina del Lavoro. Nel 1952, nella stessa Padova, fonda il primo Istituto di Medicina del Lavoro, capostipite di quella che sarà la moderna medicina del lavoro in Italia. Durante questo periodo deve affrontare un duro lavoro, soprattutto perché, avendo sempre mantenuto la residenza a Milano, è costretto a continue ed estenuanti trasferte nell’Ateneo veneto dove, non potendo disporre di una sede autonoma, soffre il disagio di lavorare come ospite presso l’istituto di Clinica Medica. A Milano sposa Luisa Cavallero da cui nascono i figli Aldo e Umberto, che poi si sono succeduti nella presidenza della  Fondazione Salvatore Maugeri Clinica del lavoro e Riabilitazione, nata ufficialmente con D.P.G.R. Calabria 8 febbr. 1995 n. 170. Purtroppo, Aldo, avvocato, in carica dal 18 aprile 2012, precocemente scompare il 29 luglio 2014.

Intanto, l’incontro nel 1953 con il finanziere Michelangelo Virgillito  è la premessa per l’istituzione di una nuova cattedra di Medicina del Lavoro nell’Università di Pavia, la cui direzione Maugeri assume come professore ordinario nel 1956, tenendo  la lezione “Sviluppi e compiti della Medicina del Lavoro”, poi  pubblicata in Folla Medica pp. 197-216.

Infatti la grande intuizione di Salvatore Maugeri è quella di comprendere la necessità di nuovi strumenti per il recupero dell’eventuale danno, conseguente all’attività lavorativa. Per questo la Fondazione, negli anni 70, affronta il problema, creando gli istituti di Riabilitazione ospedaliera.
In tal senso, egli pubblica un gran numero di lavori scientifici, riguardanti i diversi settori della sua specialità, i quali sono elencati nel “Treccani: Dizionario biografico degli Italiani – vol. 72 2008”. Vanno pure menzionate alcune semplici pubblicazioni o  manuali, come “La Trattazione della Terapia  della Patologia del Lavoro”; “La Terapia Medica, Manuale pratico per medici e studenti”.  Ma rimando ancora alla Treccani, per l’elencazione della ricca bibliografia che riguarda il nostro personaggio,  l’intero curriculum vitae, nonché il riassunto  dei suoi lavori scientifici e le relative scoperte.

Oggi la Fondazione Maugeri è presente nelle seguenti sedi: Pavia, Milano, Montescano, Lissone, Tradate, Castel Goffredo, Lumezzane, Telese, Campoli, Genova, Nervi, Veruno, Cassano Murge, Bari, Padova, Mistretta, Sciacca,… Sino ad oggi, con oltre tremila operatori, di cui 650 medici, con un fatturato annuo di 300 milioni. E’ stata, e forse lo è ancora, la più grande tra le società benefit, con riconoscimento del Ministero della Salute Ircss. Essa, se da un lato  garantisce prestazioni  cliniche ed assistenziali  caratterizzate da standard certificati, dall’altro le integra con una spiccata propensione alla ricerca biomedica e alla didattica, nell’ottica di una promozione globale della persona e dei suoi bisogni.

Il professore Maugeri non interruppe mai i  legami con la sua terra di origine, per la quale manifestò sempre larga disponibilità e dove tuttora vivono alcuni suoi parenti, tra i quali un  cugino sacerdote, parroco a Linguaglossa. Legato di un amore tenerissimo alla madre, interrompeva gli impegni professionali, per dedicarle lunghe permanenze nella casa paterna di via Sant’Elena e Costantino.  Ma anche la mamma, persona energica e volitiva, in un giorno  dell’anno 1949, si recò presso il figlio nella città di Milano, affrontando ottantenne, ma indenne e in perfetta salute, il viaggio in ferrovia.  Ancora, dopo la scomparsa di mamma Lucia, egli proseguì le sue visite nel silenzio pacifico  dell’antico camposanto di Aci Catena, raccogliendosi in mesta  e prolungata preghiera, accanto alle sue spoglie. Egli si spense improvvisamente nel silenzio operoso nel proprio studio, a Milano il 24 febbraio 1985. La  sua operosità e il suo ingegno non sono stati dimenticati. A Pavia e in altre città d’Italia esiste un strada o un’Istituzione oppure una Casa di cura dedicata alla memoria del professore Salvatore Maugeri. Tuttavia,  Aci Catena, terra natale, gliela nega.

Le vicende attuali che implicano responsabilità e personaggi, in una storia inverosimile e romanzesca, possono rappresentare il risultato della concupiscenza o dell’ingordigia umana, ma nello stesso tempo richiamano l’immagine, assai diversa, di un uomo attento e laborioso, geniale scopritore, che ha reso testimonianza alla fede e alla scienza. Forse la Maugeri è oggi come un paziente infartuato,  bisognoso di cure, mentre il piano di  risanamento entra nella fase esecutiva. Essa, pertanto, come auspica l’umanità sofferente, dovrà guarire e guarirà. La Trilantic Partners Europe è entrata nel capitale dell’ex Fondazione Maugeri, oggi Ics Maugeri società spa benefit.

                                    canonico prof. Salvino Pappalardo