Pedara / “Sciaredda”, un inno alla civiltà contadina. Memoria e sentimento di un dramma che diventa motivo di nuova rinascita

Lo scrittore Salvo De Luca (primo a sx)

Domenica 24 giugno alle ore 19,00 presso la sala “Conchita D’Agata” dell’area “Expò” di Pedara è stato presentato il romanzo storico “Sciaredda” di Salvo De Luca, giornalista, scrittore ed etnostorico. L’evento era inserito nel programma delle celebrazioni del Bicentenario del Comune.

Dopo il successo della rappresentazione teatrale, proposta per la prima volta nel 2012, la storia di Sciaredda può finalmente essere letta da tutti. Sono passati, infatti, alcuni anni perché l’autore potesse portare a termine un lavoro che traccia con esemplare chiarezza una vicenda intensa ed emozionante. La narrazione ci porta alla fine del Seicento quando anche Pedara, piccolo casale etneo al massimo del suo splendore, conobbe la tragedia e la distruzione provocata dal grande terremoto che l’11 gennaio 1693 sconvolse la Sicilia orientale. In tale contesto si inserisce un frammento di intensa vita popolare che ha svolgimento in una masseria situata nel quartiere “Sciaredda”, aggregato rurale posto su una lieve altura a nord-ovest del centro abitato, all’interno di un grande podere appartenente a don Diego Pappalardo, il più illustre pedarese di ogni tempo, mecenate e principale artefice dell’evoluzione sociale, economica e culturale di Pedara durante la seconda metà del Seicento.

Copertina Sciaredda

Nel racconto emergono il carattere rurale dei luoghi e quello forte dei personaggi rappresentanti il ceto popolare, le loro individualità, i comportamenti che assumono e i valori che incarnano all’interno della civiltà contadina, il loro mondo. Le ‘battaglie’ che li vedono protagonisti disegnano certamente i momenti salienti della rievocazione, insieme all’amicizia, alla fede e al progetto che Dio ha per ogni creatura e che si manifesta in modi e circostanze imprevedibili. Il ricordo di una quotidianità vissuta intensamente pur con mezzi limitatissimi, racconta come il succedersi della vita-morte-vita qui si sia fatto due volte simbolo della rinascita popolare. Le contrapposizioni tra il bene e il male, tra lealtà e slealtà, tra opportunisti e non, il rispetto delle regole sociali, costituiscono le tematiche fondamentali che coinvolgono anche la sfera sociale, familiare, amorosa, sovrannaturale e religiosa di Pedara nel suo momento di maggiore benessere ma anche, poi, di forte disagio. Tutti insieme gli abitanti avevano intrapreso una lotta contro la miseria rendendosi artefici di un miracolo economico che prima del terremoto li aveva entusiasmati; ma il benessere raggiunto sarebbe stato ben presto destinato a perdersi inesorabilmente tra le macerie di una tremenda catastrofe che anche a Pedara diventerà motivo di nuova risurrezione.

Per decisione dell’autore, il ricavato della vendita del libro è interamente devoluto per la costruzione di una scuola in un villaggio rurale del Madagascar. Salvo De Luca, infatti, aderisce al progetto “Una scuola per tutti” del vescovo e missionario salesiano mons. Saro Vella, da oltre trent’anni impegnato a garantire un futuro ai bambini più poveri.

Il 7 e 8 luglio prossimi, inoltre, la versione teatrale di “Sciaredda” sarà riproposta all’interno del cortile della Biblioteca Comunale di Pedara.

Guido Leonardi