Spiritualità / Dentro il silenzio del cuore ascoltare la voce della parola di Dio

Quando si decide di abbracciare la propria fragilità si potrà scorgere lo sguardo innamorato di Dio e ascoltare la sua voce che delicatamente parla alla nostra vita. Infatti, la fragilità, la debolezza, le innumerevoli miserie non guardate nella loro autentica realtà, ma celate dietro false apparenze, assopiscono il cuore impedendogli di aprirsi all’amore di Dio per essere guarite. Abbracciare  fragilità e debolezze, non significa giustificarle, ma significa guardarle, accoglierle e consegnarle a Dio, scoprendo dentro questo abbraccio, l’abbraccio misericordioso del Padre che risana ogni miseria. Distratti da tante cose, imbrigliati nel superfluo, spesso si smarrisce il senso della vita e ci si sente soli lungo il cammino faticoso dei giorni, non riconoscendo più, e spesso non cercandolo, il volto dell’Amore, il solo capace di  dare senso e pienezza all’esistenza.
Bisogna cercare il volto di Dio nelle cose che ci circondano, nelle esperienze che feriscono il cuore, nelle emozioni che fanno sentire vivi, nei delicati e anonimi quotidiani, cercare il suo volto per dare senso e pienezza al proprio vissuto,“Il tuo volto, Signore, io cerco”, prega il salmista biblico (Sal.26,8).
Dio, infatti, parla all’uomo come un padre dialoga con i propri figli, come uno sposo con la propria sposa, come un amico con il proprio amico, desiderando di  trovare un cuore aperto e attento che lo ascolti.
Tra questi innumerevoli luoghi dove Dio si comunica all’uomo, il luogo privilegiato dove leggere la sua Parola è la Sacra Scrittura.  La Bibbia non è un libro di altri tempi, o solo per alcuni, ma è la parola di Dio rivolta ad ogni uomo capace di aprire il proprio cuore: “La parola ti è molto vicina:è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica” (Dt 30,11-14 ), si legge nella Scrittura. Cercare il volto di Dio e ascoltare la sua Parola, significa accogliere l’amore di Dio che continuamente si dona, significa lasciarsi raggiungere e toccare fino a permettergli di sconfinare oltre le innumerevoli barriere del cuore.
Mettendosi in ascolto nella preghiera, nella lettura orante della Sacra Scrittura, nella partecipazione ai Sacramenti, si potrà sperimentare la compagnia di Dio, la sua dolcezza e tenerezza, la sua presenza costante che fa sentire sicuri e in pace, si scoprirà Dio come il confidente fedele che ridona respiro e libera dai soffocanti turbamenti del cuore. Vivere la vita in compagnia di Dio, nelle diverse vocazioni e sfumature, nei diversi luoghi nei quali egli chiama a testimoniare il suo amore: questo stile di vita, rende l’uomo realmente uomo, poiché realizza autenticamente il fine della propria vita partecipando di quella beatitudine proclamata dal salmista biblico “Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti, ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte” (Sal 1,1-2). La legge del Signore è la legge dell’amore, quell’amore che Dio stesso rivela nelle pagine sacre della Scrittura, coinvolgendo l’uomo a respirare questo infinito amore che a lui parla e si rivela.

Letizia Franzone

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Posted by on 11 dicembre 2017. Filed under Chiesa,In evidenza,Spiritualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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