Sport / Estate rovente per il calcio: Tra scommesse, scandali e fallimenti… una “proposta nuova” può arrivare dal Parma

Per il nostro calcio l’ennesima estate rovente, fatta di scandali legati alle scommesse e a partite compratecalcio e vendute, con quell’aria cupa di bancarotta che aleggia e tante squadre che si trovano improvvisamente a essere rottamate, mentre da Oriente soffia sempre più forte il vento dei fondi che si comprano pezzi del nostro sistema, prima l’Inter, ora il Milan. Tante società alla fine si arrendono ai debiti e decidono di non iscriversi ai vari campionati, dalla serie A alla B, fino alla LegaPro, con una storia importante alle spalle che sfuma all’improvviso, come la passione secolare di tante piazze e tifoserie.

L’emblema di questa Caporetto è il Parma calcio, che dopo essere sopravvissuto allo scandalo Tanzi-Parmalat ha invece dovuto issare bandiera bianca al termine dell’anno più drammatico della sua storia centenaria. Una storia blasonata, culminata negli anni Novanta-Duemila con la conquista di ben due coppe europee, con assi del calibro di Buffon, Cannavaro e Crespo e che invece negli ultimi mesi è stata capace di compromettere tutto, con una mala gestione che ha permesso un buco di centinaia di milioni, l’avvicendarsi di 5 presidenti in una sola stagione e, alla fine, un fallimento che poteva significare la fine di tutto. Ecco, fosse questo non succederà, perché dopo la caduta nel baratro della serie D, la città ha come avuto un impeto d’orgoglio e si è riaffidata a mani sicure: il nuovo sodalizio ripartirà infatti dalla presidenza di Nevio Scala, l’uomo dei trionfi da tecnico, indissolubilmente legato alla storia di questa società e di questa terra. E a supportare il vecchio tecnico ora nelle vesti di patron, un pool di industriali capitanati da Guido Barilla che non se la sono sentita di abbandonare al suo destino la zattera biancoscudata.

Vedremo da qui a qualche mese se questo nuovo corso darà buoni frutti, ma intanto Parma può diventare, anche per altre realtà, un laboratorio di idee e di proposte nuove, dopo aver toccato il fondo, per un calcio che, ripartendo da zero, è chiamato a liberarsi dalle sue tossine e dai suoi mille veleni, per recuperare una dimensione più genuina e sincera, capace di riavvicinare un pubblico sempre più disincantato e sfiduciato da tante, troppe delusioni dentro e fuori dal campo.

Leo Gabbi

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