Storia / Acireale ricorda la Grande Guerra, tra dovere della memoria e aneliti di Pace

Nell’ambito del ciclo di incontri (dal 27 al 31 marzo) che compongono la manifestazione “L’altra faccia della medaglia – La Sicilia e la “Grande Guerra”, organizzata dal Comune di Acireale e dalla Fondazione Bellini, si è tenuta nell’antisala consiliare del Palazzo di Città l’apprezzata conferenza dello storico acese Saro Bella dal titolo “Acireale e la Grande Guerra”.  

Dopo il saluto del presidente della Fondazione Bellini, Rosario Faraci, l’introduzione del consigliere Mariella Fischetti, che ha evidenziato come l’iniziativa culturale, che si svolge all’indomani della conclusione delle celebrazioni centenarie della prima guerra mondiale (1915-1918), lungi dal cadere nella tentazione della memorialistica retorica, come indica il titolo vuole approfondire in tutti i suoi aspetti la complessità di un evento che rappresentò un evento traumatico per l’Europa e il Mondo intero e che ci spinge, di contro, a riflettere sul valore della Pace.

Appassionato ricercatore e divulgatore della storia di Acireale (è autore, infatti, di numerose pubblicazioni) Saro Bella ha raccontato con la solita dovizia di documentazione le vicende locali legate al primo conflitto mondiale e l’impatto che esso ebbe sulla società acese, divisa tra chi partiva per il fronte e chi rimaneva per provvedere al mantenimento delle famiglie ed alla organizzazione della vita sociale e politica. Ha ripercorso il contesto storico del tempo, a partire dalle elezioni politiche del 1913, per entrare poi nel dettaglio delle vicende belliche. Numeri, statistiche, volti, storie personali e familiari, con particolare attenzione al ruolo delle organizzazioni (comitato civico e Croce Rossa) che vennero in aiuto ai soldati e alle loro famiglie: frutto di un lavoro di ricerca, ancora in corso, che Bella sta portando avanti con la collaborazione di altri due appassionati di storia locale, Toti Pennisi e Pippo Nicolosi, per quanto concerne le ricerche iconografiche e documentali.

Non si deve rinnegare o minimizzare l’aspetto “eroico” della Grande Guerra – ha detto Bella nel corso della conferenza –  Per un Paese da poco unificato, in massima parte agricolo e analfabeta, la prima guerra fu una prova enorme, che venne superata al prezzo di tremendi sacrifici: 550 mila prigionieri (di cui 100 mila non fecero più ritorno), 600 mila morti, 500 mila invalidi e mutilati. Al tempo stesso, celebrare questa ricorrenza come un’impresa esaltante per la nostra identità nazionale è vuota retorica, che non tiene conto delle conseguenze che la tragedia della guerra portò con sé, anche e soprattutto in chiave politica. Commemorare la Grande Guerra significa, quindi, leggere il nostro passato nella giusta prospettiva – la storia è sempre “complessa” – e onorare la memoria dei caduti con spirito critico e senso civico, al di là delle sterili battaglie di bandiera di questo o quel partito, è un obbligo morale per tutti”.

Il programma degli incontri prevede per domani, venerdì 29, presso il Cine Margherita, con inizio alle ore 17, la proiezione del capolavoro di Mario Monicelli “La Grande Guerra” con Vittorio Gasman e Alberto Sordi; sabato 30 presso il Palazzo di Città, con inizio alle ore 20, si terrà il recital “Niura cirasa-canti e storie di siciliani alla Grande Guerra” a cura di Carlo Muratori. Domenica 31 alle ore 10,30 la conclusione, presso il sentiero delle “Chiazzette”, con la inaugurazione del “muro della Pace”, realizzato dagli studenti del Liceo Scientifico “Archimede” di Acireale.

Guido Leonardi