Taobuk 2017 / La fiera della piccola e media editoria fa sperare in una Sicilia che non dimentica il suo passato

Taobuk, Taormina International Book Festival, la manifestazione ideata e diretta da Antonella Ferrara, arriva alla settima edizione e noi crediamo che il grande successo di una manifestazione letteraria, oggi più che mai, debba essere vissuto come un motivo d’orgoglio.

Dei numerosi appuntamenti che si svolgono fino a mercoledì 28 giugno nei meravigliosi luoghi di Taormina e, per la serata inaugurale, al teatro Antico, avremo modo di parlare ampiamente in articoli dedicati; rivolgiamo adesso l’attenzione alla Fiera della piccola e media editoria, una realtà importante che può e deve diventare un appuntamento fisso della letteratura italiana al pari dei più conosciuti Festival del libro (Salone di Torino, Fiere di Roma e Milano).

In Sicilia in più, rispetto alle altre fiere, si ha la location: per due intere giornate, 24 e 25 giugno dalle ore 10 a mezzanotte, le vie principali di Taormina, da Corso Umberto, alla salita del Carmine, da Piazza Duomo e Piazza IX Aprile fino a Piazza Vittorio Emanuele II, diventano una fiera a cielo aperto.

Giusto per fare alcuni nomi (la lista intera sarebbe lunghissima): Il convivio editore (Castiglione di Sicilia), Splen edizioni (Viagrande), Le Fate editore (Ragusa), Cavallotto edizioni (Catania), Città del Sole (Reggio Calabria), Golem edizioni (Torino), Arpeggio libero (Lodi) e soprattutto Verbavolant edizioni, con i deliziosi libri da parati svolazzanti come manifesti poetici sull’incantevole piazza del Belvedere.
Vorremmo poter trasmettere l’effetto bellissimo che si ha muovendosi in mezzo ai libri in un luogo così bello; in mezzo alla gente che cammina e vive e parla troviamo gli Editori con i loro libri… gli editori che parlano con noi e i libri che parlerebbero con noi se solo li sfiorassimo di più! Il libri trasmettono la nostra storia, trasmettono le sensazioni di chi ha pensato molto a ciò che siamo e ciò che diventeremo.

E qui si incastra perfettamente il tema di questa VII edizione del Taobuk “Padri & Figli”. Un tema particolarmente interessante e di notevole attualità: che cosa abbiamo ricevuto dai nostri padri? In che modo ci interfacciamo con il trascorso delle generazioni passate noi che viviamo calati in un territorio in cui, girando ogni angolo, inciampiamo nella storia? La nostra architettura, la nostra letteratura, la nostra arte ci ricordano continuamente che abbiamo un passato che pesa nei bilanci del passato del globo intero: noi abbiamo una civiltà antica… preziosa.

I nostri nonni e i nostri padri ci hanno lasciato un’eredità di notevole spessore, un bagaglio che non va perso, ma coltivato. Oggi come oggi fatichiamo a tenere acceso questo lume del passato, cosa lasceremo ai nostri figli? Sembra che nel giro di trent’anni il mondo che ci viene servito sia totalmente diverso da quello che si trovavano nel piatto i nostri genitori. Le famiglie si sgretolano con una rapidità sempre maggiore e allora al Festival di Taormina veniamo quasi messi in guardia da artisti come Gianni Amelio, Domenico Starnone, Abram Yehoshua, Luigi Lo Cascio e Christian De Sica: l’artista che pensa, l’artista che sente, l’artista dal suo osservatorio privilegiato ci dice che forse va ripensato il rapporto padri-figli, la famiglia non può essere vissuta come freno alla nostra libertà, ma va ripensata come punto di forza da cui lanciarsi come da un trampolino, verso il futuro.

Alessandra Distefano

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Posted by on 25 giugno 2017. Filed under Cronaca,Cultura,In evidenza,Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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