Tempo di Natale – 3 / “La Stella di Betlemme” apre la rassegna dei presepi acesi, con la consueta ricchezza di contenuti

Con il mese di dicembre si entra nel vivo delle festività natalizie ed è sempre più palpabile l’atmosfera tipica che caratterizza questo periodo, con tutte le sue manifestazioni. Una di queste è sicuramente rappresentata dalle varie mostre di presepi che è possibile visitare nel centro cittadino di Acireale.

Come sempre, la prima ad aprire è quella curata dal “Gruppo Liberi Artisti”, intitolata “La Stella di Betlemme”, che è arrivata alla 17^ edizione e si tiene nei locali dell’ex convento San Rocco, in corso Umberto. Venerdì 1° dicembre, con l’intervento di varie autorità e di padre Vincenzo Nuara in rappresentanza dei Domenicani, che ha benedetto la mostra, ha aperto i battenti l’esposizione che vede quest’anno la partecipazione di una cinquantina di artisti con un centinaio di opere.

Abbiamo avuto il piacere di visitare la mostra con una guida d’eccezione, il vice presidente del “Gruppo Liberi Artisti” dott. Massimiliano Stimolo. Il percorso è molto articolato, perché i locali ospitavano originariamente le aule scolastiche dello studentato domenicano, quando il convento accoglieva i novizi ed era pure sede della Curia Provinciale domenicana.

Esso è pertanto costituito da una serie di ampie stanze che si affacciano su un lungo corridoio, dove sono stati collocati i presepi di dimensioni più ridotte, mentre nelle stanze ci sono quelli di maggiori dimensioni, che in qualche caso riempiono quasi del tutto la camera. Tutti i presepi esposti, dai più piccoli ai più grandi, sono di squisita fattura e costruiti con l’uso di vari materiali: cartapesta, cartone, legno, sughero, polistirolo, terracotta, argilla; si avvalgono inoltre delle più raffinate e moderne tecniche elettroniche per la creazione di movimenti, cascate e spruzzi d’acqua, giochi di luce che creano l’alternanza giorno-notte. Numerosi i presepi di ambientazione tipica siciliana, ma non mancano neanche quelli di ambientazione napoletana e romana; questi ultimi, in particolare, offrono una ricchezza ed una ricercatezza dei costumi non indifferente. Notevole pure la fantasia espressa dai vari presepisti nell’ambientazione, con presepi allestiti su scale di legno a pioli, oppure all’interno di anfore, vecchie radio e vecchi televisori, o in contesti che ricordano stradine e viuzze della nostra città o di qualche paesino di montagna, oppure davanti ad una bella colata lavica dell’Etna.

Una stanza è pure riservata alla Befana: un piccolo bosco animato da elfi e fatine, di cui la vecchia signora dispensatrice di regali prenderà possesso il 6 gennaio; quindi per il momento la stanza è inaccessibile e si può solo intravedere da fuori il suo contenuto, che sicuramente attira i più piccoli. Babbo Natale invece, con la sua slitta trainata dalle renne, ha già intrapreso il suo viaggio in un percorso luminoso all’esterno del locale.

Presepe siciliano a grandezza naturale

Ma lo spazio esterno, un ampio cortile ricco di addobbi natalizi, non ospita solo la slitta di Babbo Natale, ma accoglie pure la casa della Natività, una capanna in legno che contiene un presepe con statue a grandezza naturale in movimento; tutto l’arredamento della capanna riproduce un antico casolare siciliano, con gli elementi tipici, costituiti da un vecchio lettino in ferro battuto, il camino con la legna, il braciere in rame (la “conca”) e tanti piccoli utensili e oggetti caratteristici collocati in giro; il bue e l’asino si intravedono dietro la grata di una finestra collocata sullo sfondo, dove si intuisce che c’è la stalla.

In un altro angolo del cortile c’è inoltre un presepe (che riproduce la discesa delle Chiazzette e il paesino di Santa Maria La Scala) allestito su una barca – altro elemento tipico del territorio acese, ricco di spiagge e borghi marinari – con tanto di reti per pescare e di un grosso pescespada.

Anche il dott. Stimolo, la nostra guida, ha allestito – come di consueto – dei bellissimi presepi, e ci confessa che anche lui sta visitando per la prima volta la mostra in maniera completa, perché finora è stato interamente preso dall’organizzazione e dall’allestimento dell’esposizione. La mostra resterà aperta tutti i giorni (ad eccezione del lunedì) fino al 7 gennaio 2018, dalle ore 16,30 alle 19,30; inoltre il sabato, la domenica e nei giorni festivi sarà aperta anche dalle 10 alle 12,30 e la chiusura serale viene posticipata alle 20,30. In giorni e orari diversi può essere visitata su prenotazione, soprattutto da scolaresche e gruppi organizzati.

Nino De Maria

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