Tempo di Quaresima / Acireale, tra la basilica di San Pietro e la chiesa del Ss. Salvatore: quell’accompagnamento privato del Cristo morto che si fa processione

I riti della settimana santa sono le manifestazione religiose organizzate in occasione della Pasqua.  Le processioni  e le rappresentazioni sacre si svolgono in tutta Italia ma particolarmente partecipate e sentite sono quelle che si svolgono nel centro e nel sud del nostro Paese. Per la Sicilia è un legame con il passato, che ci riporta indietro nei secoli, durante la dominazione spagnola.
Gesualdo Bufalino, nel suo libro “La luce e il lutto” a proposito della Settimana santa, dice: “ A Pasqua ogni siciliano si sente non solo spettatore ma attore, prima dolente, poi esultante, di un mistero che è la sua stessa esistenza”. Queste parole dello scrittore siciliano racchiudono il senso di appartenenza e sincero coinvolgimento della Sicilia ad uno dei misteri più profondi della religione cristiana: la passione, morte e resurrezione di Gesù.
Il gruppo FAI di Catania e Acireale ha organizzato un interessante incontro nella Basilica dei santi Apostoli Pietro e Paolo dal titolo “Acireale e le sue tradizioni religione. La Via Crucis e la Processione del Venerdì Santo”. Relatori il professore Francesco Calì, conoscitore della storia e delle tradizioni della città di Acireale e l’avvocato Guido Leonardi, membro dell’Arciconfraternita  del SS. Crocifisso in San Pietro.
Prima dei saluti iniziali l’architetto Loredana Grasso, Capo gruppo FAI sezione di Acireale rispondendo alla domanda “come nasce l’idea di questo incontro dedicato alla Via Crucis e alla Processione del Venerdì Santo ha spiegato: «Per ricordare questa settimana così particolare, perché è sentita con grande partecipazione e nella nostra Sicilia e nella nostra Acireale queste tradizioni sono più vive che mai.»
Continuando l’intervista con i relatori il professore Francesco Calì, che ha relazionato sulla Via Crucis,  ha così commentato il suo intervento:
«Vogliamo far ricordare e conoscere, specialmente ai giovani  le antiche tradizioni religiose di Acireale. Soprattutto quella della Via Crucis che oggi non viene più fatta, e dunque è poco conosciuta, mentre la processione del Venerdì Santo è possibile ancora vederla. Tra le altre tradizioni religiose c’è anche la rappresentazione del Mortorio di Cristo che è interessante da un punto di vista anche letterario oltre che artistico e religioso. Pensiamo di riproporla nuovamente per completare il quadro delle rappresentazioni della Settimana santa».
Le rappresentazioni sacre ad Acireale hanno origini molto antiche?
«Si certamente. Il Mortorio di Cristo non venne più rappresentato  intorno al 1820-1821. Fino ad allora veniva rappresentato ogni tre anni durante la domenica delle Palme ed era conosciuto in tutta la Sicilia ed in parte dell’Italia del sud. E’ un testo che ha riscosso interesse in passato anche in campo letterario. Infatti in occasione delle rappresentazioni sacre vi erano delle compagnie che venivano a recitare questi testi».
La devozione nella nostra Acireale per questi antichi riti è ancora viva?
«Vedere la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, in occasione di questo incontro, gremita di pubblico è la risposta a quanta devozione e interesse c’è nella nostra città. La processione del Cristo Morto è seguita da tanti acesi, sempre più numerosi, e questo è la prova della sensibilità della comunità per la Chiesa».
L’avvocato Guido Leonardi ha così commentato il suo intervento: «La Processione del Venerdì Santo in Acireale viene organizzata dall’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso fin dal lontano 1732. Da quell’anno in poi la Confraternita, avendo ricevuto in dono il simulacro del Cristo morto, si fece carico di organizzare la processione».
Nella notte fra il giovedì e il venerdì Santo il Cristo morto viene trasferito dalla basilica dei Santi Pietro e Paolo alla chiesa del Santissimo Salvatore e la folla silenziosa e raccolta segue la processione. E’ un momento toccante e sempre sentito, un suo commento al riguardo?
«Prima del Concilio Vaticano II era una processione, adesso è un trasferimento in forma privata ma nonostante questo è molto partecipata. E’ un mesto accompagnamento e teoricamente potrebbero esserci solo i membri della confraternita, invece la folla silenziosa e composta ogni anno accompagna il Cristo lungo il percorso fino al Calvario».

Gabriella Puleo

 

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