Teologia e arte 4 / Il fondamento teologico dell’immagine e la dimensione comunicativa del simbolo

Introduzione. Queste digressioni storiche, insieme ad altri approfondimenti, ci aiuteranno a spiegare ed a comprendere alcuni aspetti  dell’immagine, alcune dimensioni dell’icona. Dobbiamo necessariamente tenere presente i diversi sviluppi dell’arte: in oriente nascono le icone che seguiranno canoni ben precisi. Qui l’artista è considerato un contemplatore ed un cantore della bellezza di Dio. Mentre in occidente l’artista è considerato come una sorta di protagonista della sua opera, è lui stesso che stabilisce i canoni da seguire. Ad unire oriente ed occidente come un ponte sarà il simbolo: l’arte cristiana fin dal suo nascere fu un’arte simbolica. Il simbolo restituisce  all’icona, cosi come all’arte in generale, una dimensione comunicativa.

Volto di Gesù, particolare di Giotto

Volto di Gesù, particolare di Giotto

Il fondamento dell’immagine è l’Incarnazione, la venuta al mondo di Gesù Cristo. In ambito giudaico, prima della venuta di Gesù, era vietato raffigurare Dio. Mentre in ambito pagano già circolavano i primi “ritratti” delle persone più stimate. Alcune testimonianze di Eusebio di Cesarea, come riporta Uspenskij Leonid nel suo testo “Il senso delle icone”, dicono che vi erano già al tempo immediatamente dopo la morte di Gesù alcune immagini-ritratti degli apostoli in circolazione. Alcuni tra i cristiani primitivi non erano molto propensi alle immagini sacre perché volevano salvaguardare il cristianesimo dall’idolatria che serpeggiava tra i pagani. Le immagini più in là nel tempo torneranno a far “discutere”. Anzi peggio: avverrà l’iconoclastia, una lotta contro le immagini.  Se possiamo raffigurare Gesù è grazie alla sua Incarnazione. Cristo – dirà l’autore della lettera agli Ebrei – “è irradiazione della gloria e impronta della sostanza del Padre” (Eb 1,3). “Dio nessuno lo ha mai visto, il suo Figlio unigenito […] lo ha rilevato”, scrive San Giovanni apostolo nel suo vangelo in Gv 1,18. La nascita del Figlio di Dio è l’ora della nascita dell’icona: la prima fondamentale icona è il volto di Cristo stesso “immagine (eikon in greco) del Dio invisibile” (Col 1,15).

Riccardo Naty

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One Response to Teologia e arte 4 / Il fondamento teologico dell’immagine e la dimensione comunicativa del simbolo

  1. barbara casciu

    3 luglio 2016 at 17:49

    potreste inviarmi, se possibile qualcosa sul fondamento tipologico dell’immagine(in ambito liturgico, si intende). E per una tesina per il master Architettura Arte e Liturgia del Pontificio ateneo di sant’Anselmo. Grazie

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