Testimonianze / Lettera aperta di Anna Bella allo zio don Salvatore Messina nel centesimo anniversario della nascita

Cento anni dalla tua nascita ricorrono. Carissimo zio Salvatore, ottavo figlio degli indimenticabili nonni, Rosario, costruttore, e Maria, venuto al mondo lietamente il 6 giugno 1918 in Acireale, via Paolo Vasta, subito battezzato con il nome del nonno materno, l’ebanista Salvatore Foti, mentre era vescovo della diocesi il Venerabile Arista. Hai  frequentato le scuole dei Fratelli Cristiani dell’Istituto San Luigi, centro di grande formazione.

Don Salvatore Messina

Nell’età adolescenziale dei tredici anni, sei entrato in Seminario, visitato settimanalmente dall’amata mamma e dalla sorella Nerina, che a vita  ti seguiranno passo passo con straordinario amore: in Cattedrale, dinanzi alla prima colonna della navata, nelle solennità, a vederti in processione.
Intenso l’ardore di donazione a Dio, Amore infinito della tua operosa vita, estrema confidenza con la Vergine Maria, predilezione per Santa Gemma Galgani.
Un giorno, mi hai mostrato la stupenda Cappella del Seminario, dicendomi con letizia che il tuo papà ne era stato l’esperto costruttore.
Il 25 luglio 1941, all’età di ventitré anni, il fausto giorno dell’Ordinazione sacerdotale, in Cattedrale, vescovo il dotto Salvatore Russo,  mentre dal Cielo, al compimento della tua meravigliosa vocazione, assisteva il tuo papà già scomparso con tuo incommensurabile dolore.
La prima Santa Messa, l’indomani, nella chiesa dello Spirito Santo: dalle tue consacrate mani con gioia ricevo la prima Comunione.
Comincia il tuo cammino di parroco; come vice un anno nella chiesa di San Michele, poi per tutta la vita di parroco nel nuovo Santuario incompleto sulla via Nazionale  con acclusa l’antica  chiesa di Santa Maria delle Grazie, secentesca tra il verde, dove alle cinque del mattino la Messa celebri, di fronte all’Ionio mare, dove ti riveli nuotatore.
Interamente dedito al Signore Gesù e a Maria Santissima, per cinquantuno anni la vita trascorre forte e coraggiosa, in tensione con problematiche, ma generosa.
A metà secolo Novecento, il Santuario di Maria SS. delle Grazie, non ha ancora il campanile, ma nella tua fervida mente, caro zio, già esiste: getti giù sulla carta uno schizzo e cominci a organizzare lotterie, tombole e mille altre trovate per realizzare il tuo sogno: come le tue sorelle Nerina e Rosina due mesi all’anno lavorano, sbizzarrendosi, per la lotteria natalizia, così nelle altre case della parrocchia. Giorno dopo giorno lanci iniziative, da benefattori ottieni benefici, tutto annoti con solerzia. Il giornalino “Maria SS. delle Grazie” è il tuo pezzo forte.
Quale gioia suonare, tu stesso, a distesa le campane, per chiamare la gente alla preghiera. Ne parli in famiglia con grande entusiasmo ed orgoglio: il campanile, sogno realizzato, ora svetta in architettonica semplicità su palazzi, case e campi.
Animato da spirito umoristico, riesci a relazionarti con i concittadini con slancio apostolico, specie per la salvaguardia della via Nazionale, molto trafficata, dove di tanto in tanto succedono gravi incidenti. La litoranea ancora non esiste. Nel 1977, caro zio Salvatore, ricevi il “Premio Lyons” dal Club di Acireale; motivazione: ”Aver fatto della parrocchia un centro palpitante di promozione sociale ed essere stato protagonista di tante battaglie, per l’affermazione dei valori civili della comunità acese, profondendo le energie con umiltà e coraggio, esempio d’impegno civico e di fervore pastorale. Presidente, Giuseppe Tomarchio”. La tua unica proprietà -l’appartamento dei genitori in via P. Vasta – diviene dono testamentario alla Diocesi, per opere di bene. Caro zio, proteggi  la parrocchia e noi tutti.
Con empatia la tua parrocchia festeggia i tuoi 50 anni di sacerdozio. Andato in pensione, ritorni nella casa paterna per assistere, assieme a Rosina, la sorella Nerina, abbattuta da un’inguaribile malattia. Anche tu soffri di depressione, curato dal neurologo Bertino: ogni giorno vai a passeggio in città, accompagnato da un uomo. Dopo la morte dell’amata sorella, ti ritiri nell’Oasi “Maria SS. Assunta” di Aci Sant’Antonio, dove trovi la pace dell’anima e il conforto dei confratelli, tra cui mons. Ignazio Cannavò, arcivescovo emerito di Messina.
Per il 60° di sacerdozio la parrocchia “Maria SS. delle grazie”, con il parroco Lo Presti, ti festeggia nuovamente. Il 24 maggio 2007, all’improvviso il Signore ti chiama e tu lo raggiungi in Cielo. Quel giorno stesso chiude la sua operosa vita terrena il tuo primo nipote, Rosario Messina. Le tue esequie vengono celebrate ai piedi di “Maria SS. delle grazie”.
Ora il Signore, caro zio, lo vedi, faccia a faccia, beato te. Grazie del tuo amore per la famiglia e dello splendido esempio della tua luminosa vita.

Anna Bella

 

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