Troina / Don Luigi Ferlauto, fondatore dell’Oasi Maria SS. Assunta, seppe coniugare la fede con l’impegno verso i sofferenti

All’età di 95 anni, dopo una breve malattia, è morto padre Luigi Ferlauto, fondatore dell’Oasi Maria Assunta di Troina, in provincia di Enna, centro assistenziale per i disabili e i malati di mente, struttura sanitaria ad alta specializzazione che da cinquant’anni è punto di riferimento internazionale.
Un prete eccezionale, come tanti che hanno tracciato un solco nella storia della Chiesa di Sicilia degli ultimi cinquant’anni, un capitano di cordata, un abile imprenditore, animato da una visone quasi profetica, che persegue obiettivi che sembrano impossibili, ideatore di servizi per i disabili, luce nella notte, presenza sociale vigile e attenta, pioniere e modello di vera carità attiva e operosa.
Sulla sua scia ricordiamo gli ancora viventi: Mons. Antonio Calanna, fondatore e anima dell’Oda di Catania; Padre Ugo Aresco, fondatore del Clan dei Ragazzi e dell’Istituto Villa Angela di San Giovanni La Punta, che ospita numerosi disabili;  Padre Giuliano che ha fondato l’Istituto “S. Maria della Mercede” a S. Agata Li Battiati, Padre Calogero La Placa, fondatore del Centro per superdotati di Petralia Soprana.
Padre Ferlauto era nato il 2 luglio del 1922 e per oltre cinquant’anni è stato a capo dell’istituto di rilevanza nazionale nello studio delle cause congenite e acquisite del ritardo mentale, della demenza senile e nella riabilitazione.
“La Sicilia e l’Italia intera, ha detto il sottosegretario alla Salute Davide Faraone, perdono un grande uomo e un grande sacerdote capace di coniugare la fede con l’attività e l’impegno a favore di chi ha bisogno di cura e assistenza, dei più deboli perché malati. La sua capacità di lottare per la crescita e il cambiamento ha ottenuto risultati storici e ci ricordano ogni giorno che il futuro è nelle nostre mani”.
La città di Troina ha proclamato il lutto cittadino e i solenni funerali, officiati dal vescovo della diocesi di Nicosia, mons.Salvatore Muratore, hanno dato testimonianza dell’affetto e della devozione di un’intera popolazione che è vissuta all’ombra dell’Oasi, una vera holding con “Il Signore, socio di maggioranza”,  come amava ripetere il Fondatore,  e l’opera ha avuto una forte presa economica su Troina e ne ha segnato la storia dagli anni ’50 a oggi.
Le numerose testimonianze di gratitudine confermano il tanto bene offerto attraverso questo servizio di assistenza che ha consentito un diligente studio delle cause congenite ed acquisite del ritardo mentale, della demenza senile, e delle terapie di riabilitazione.
Figura emblematica di sacerdote dall’intensa spiritualità, e dalla spiccata sensibilità nei confronti dei più deboli. Padre Ferlauto ha rappresentato la storia, la memoria dell’Associazione Oasi Maria SS. Onlus di Troina. E’ stato e rimane una personalità nota alla collettività, punto di riferimento per tante persone con disabilità e le loro famiglie.
Grazie al suo sogno, la sua fede in Dio, la sua ambizione e caparbietà, è riuscito a dare speranza ed opportunità a chi è stato meno fortunato, perché “Ognuno è qualcuno da amare”.
Alle origini del progetto profetico, “Oasi Città aperta”, dichiarava Padre Ferlauto: “si trattava di convincere gli altri che non eravamo per caso su questa terra e che non c’eravamo solo noi. Ritenevo che l’approccio per questa evangelizzazione poteva avvenire attraverso un percorso fatto di opere che nel concreto si traducessero in attenzione per i bisogni fondamentali dell’uomo”.
Colpito dalle condizioni dei disabili mentali, tra il 1953 e il 1955, Padre Ferlauto dopo aver radunato attorno a sè un gruppo ardimentoso di volontarie consacrate, sostenuto dal Vescovo e da un contributo personale di Pio XII, apre la prima casa di accoglienza.
Da quel momento – scrive – l’Oasi diventò il mio obiettivo e mi tuffai in un sogno che ancora oggi continua”. “A Dio la gloria, al prossimo l’utile, a me il lavoro” diventa il motto della sua vita che quasi si confonde con la storia dell’Oasi che “è un tessuto di umano e di divino, di fede in Dio e di fede nell’uomo”.

L’Oasi Maria SS. Assunta di Troina

Nonostante le tante difficoltà incontrate, oggi l’Oasi, società a responsabilità limitata che ha per oggetto l’assistenza ai poveri minorati (epilettici, encefalitici, ebeti, deformi) particolarmente quelli cui nessuno pensa, che nessuno accoglie, che non trovano posto in altri Istituti, l’assistenza ai bambini orfani e figli di nessuno.” grazie ai tanti riconoscimenti ottenuti, si presenta come un originale distretto del non profit con realizzazioni di vasta portata in campo sanitario, sociale, educativo e culturale ed è stata definita: “Santuario della Bontà”.
Padre Ferlauto continua ancora oggi a “sognare” e ad orientare il cammino di quanti si riconoscono nei valori dell’Oasi per vivere in pienezza quell’originale società con Dio, che dona all’uomo il senso di una vita spesa come una missione d’amore per la costruzione della “città aperta”, cioè di una società integrata, inclusiva e solidale dove a deboli e forti vengono riconosciute le stesse opportunità perché “ognuno è qualcuno da amare”.  Nell’Oasi Città Aperta “i deboli convivono con i forti e i forti imparano a condividere con i deboli, gli anziani sono affiancati da giovani desiderosi di assaporare il passato che rischia di scomparire e questi anziani escono dalla solitudine, nella quale la vita li segrega, per sentirsi utili: “ognuno è qualcuno da amare”.
Negli anni Settanta l’opera di Padre Ferlauto ottiene i primi riconoscimenti nazionali dell’Opera: con D.M. 8.11.1974 il Ministero della Pubblica Istruzione riconosce l’Oasi come “Istituto Sperimentale nell’area della scuola dell’obbligo” abilitato ad organizzare i corsi biennali di specializzazione per il personale direttivo e docente e per gli assistenti educatori degli alunni handicappati.
Negli stessi anni, si sviluppa una feconda collaborazione e scambi di personale medico specializzato con la Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore “Agostino Gemelli” di Roma, con cui l’Oasi promuove un Istituto per le Ricerche Cardiovascolari nel 1977.
Negli anni Ottanta e Novanta, padre Ferlauto prosegue l’opera di rafforzamento del progetto di solidarietà ai deboli incrementandone le valenze di ricerca scientifica. Sono gli anni dei più prestigiosi riconoscimenti sul piano regionale, nazionale ed internazionale.
Per la Regione Siciliana, oggi l’Oasi è l’Ente con il quale l’Assessore alla Sanità è autorizzato a stipulare apposita convenzione al fine di coordinare l’attività scientifica nell’interesse degli handicappati con gli obiettivi del Servizio Sanitario Nazionale, nonché di disciplinare l’erogazione delle prestazioni sanitarie a livello preventivo, assistenziale e riabilitativo (legge regionale n. 16 del 28.03.1986). Inoltre, l’Oasi è anche Centro di Riferimento Regionale per la prevenzione, la diagnosi, la cura, l’abilitazione e riabilitazione, la ricerca delle patologie genetiche associate al
ritardo mentale e all’involuzione cerebrale senile, comprese l’Alzheimer e tutte le patologie i comorbidità o derivate da complicanze (D.A. n. 30443 del 28.10.1999).
“Il fascino dell’impossibile”, titolo del documentario firmato dal regista Silvano Agosti,  che racconta la storia dell’Oasi, fa risentire la voce di padre Ferlauto, presente nella sua opera e soddisfatto del grande bene realizzato “un cammino fatto di tanti piccoli passi, un incontro di tanti volti e mille storie di vita, grazie anche ai Volontari, i “corrieri dell’amore” e i tanti amici dell’Oasi”.
I sociologi Clifford J. Jansen (Sud Africa) e Anton J. Jansen (Olanda) che hanno visitato l’Oasi ed hanno tenuto dei corsi, complimentandosi per la splendida realizzazione si chiedevano: “What will happen when he retires o dies? (Che cosa accadrà quando egli si ritira o muore?)
 Quel momento è arrivato e la domanda è diventata di drammatica attualità. Dalla risposta dipende il futuro non solo dell’Oasi, ma anche dell’intera comunità di Troina, paese con seri problemi di sviluppo.

Giuseppe Adernò

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Posted by on 25 settembre 2017. Filed under Chiesa,Cronaca,In evidenza,Società,Solidarietà. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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