Alla riscoperta del passato con “Ricord…Aci”

nastro

Il taglio del nastro.

È stata ufficialmente inaugurata ieri presso i locali dell’ex collegio Santonoceto la terza edizione di “Ricord…Aci”, rassegna organizzata dall’associazione giovanile “L’Impulso” di Acireale, in collaborazione con l’IPAB Santonoceto e Studio Muse.

L’obiettivo della manifestazione è quello di far riscoprire agli acesi un periodo storico della città attraverso immagini fotografiche realizzate tra la fine dell’800 e i primi del ‘900. Quest’anno l’allestimento è stato ulteriormente arricchito da una sezione tematica dedicata agli antichi mestieri.

Alla rituale cerimonia del taglio del nastro hanno partecipato il presidente dell’associazione, Salvo Emanuele Leotta, e il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, sempre sensibile e vicino al mondo dei giovani. Del tutto assente, invece, l’amministrazione comunale acese, mentre il riscontro di presenze in questo primo giorno è stato davvero ragguardevole. Ottima l’organizzazione, curata dai giovani dell’associazione “L’Impulso”.

conferenzacalì

La conferenza del prof. Calì.

A seguire, il prof. Franco Calì, docente universitario, socio effettivo e segretario dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale, ha brillantemente relazionato su “Acireale com’era; immagini della città nelle cartoline d’epoca”. Attraverso la proiezione di numerose diapositive i presenti hanno avuto la possibilità di riscoprire monumenti, attività economiche e angoli della città oggi non più esistenti (o profondamente cambiati). Questi erano, infatti, i soggetti delle cartoline, edite nei primi del ‘900, che diffondevano in Italia e nel mondo l’immagine di una cittadina attraente ed operosa, meta turistica e sede di diverse attività imprenditoriali.

Le terme, i pastifici, gli stabilimenti industriali, i bar, gli alberghi, i teatri: tutte realtà che si sono andate via via perdendo nella seconda metà del ‘900 per l’insipienza delle istituzioni pubbliche e l’incapacità di imprenditori e amministratori locali. Quella del prof. Calì, quindi, è stata una bellissima, ma allo stesso tempo amara, rassegna di una Acireale che non c’è più: giardini pubblici e monumenti ben curati, attività economiche fiorenti, prestigiosi istituti di istruzione scolastica. “Sic transit gloria mundi”, direbbe qualcuno. Tuttavia, sarebbe auspicabile che, partendo da queste antiche immagini, le giovani generazioni, lungi dal chiudersi in un retorico quanto sterile ricordo del passato, facciano tesoro di ciò che è stata Acireale per prendere consapevolezza delle potenzialità del nostro territorio ed impegnarsi per il suo rilancio.

Al termine della conferenza inaugurale, si è svolto un simpatico momento conviviale con l’aperi-cena offerto dall’associazione organizzatrice in collaborazione con un noto locale del corso Umberto.

Guido Leonardi