Valverde / Manca l’acqua e un giovane si presenta in Municipio a petto nudo, in ciabatte e asciugamano. Il sindaco: “Dispersioni nelle tubature”

Da diverso tempo a Valverde si combatte il problema dell’acqua. Spesso i rubinetti sono a secco e i cittadini disperati, perché si ritrovano privati di un diritto che

Stefano Fiamingo al Comune

corrisponde, tra l’altro, ad un bene di prima necessità. L’ultimo episodio risale proprio a ieri, giovedì 8 marzo, ed il problema persiste ancora. Questa mattina abbiamo incontrato Stefano Fiamingo, trentacinquenne residente a Valverde in zona villa Medea, che, per protesta, si è presentato in Municipio a petto nudo, in ciabatte ed asciugamano.

“Abito in un quartiere collinare di Valverde – ha spiegato Stefano – .

Da più di dieci anni viviamo il problema della mancanza di acqua con picchi di disagio esponenziale, picchi registratisi tre anni fa; quando ho cercato di attivarmi e chiesto all’Acoset e al sindaco, in modo esasperato, di interessarsi al problema; mi è stato risposto che siamo disagiati perché la pressione delle tubature non copre la nostra zona.

In realtà non era così perché ci siamo accorti che la Sidra, un altro ente che eroga l’acqua, aveva chiuso i rubinetti di un pozzo all’Acoset e quindi strutturalmente mancavano volumi d’acqua, e ne pativamo noi che stiamo in collina. Poi un po’ il problema si è attutito – continua Stefano -.

Da qualche mese si è ripresentato, quattro volte a settimana non ho acqua. Mi arriva solo la notte. Nella zona centrale non si rendono conto di questo perché l’acqua arriva; se adesso al centro è mancata per mezza giornata, a me manca da tre giorni. Ieri sera sono tornato a casa dal lavoro, continuava a mancare l’acqua, ero quasi certo che stamattina l’avrei trovata, ma così non è stato”, conclude.

–  Stamattina ti sei presentato al Comune in ciabatte e con un asciugamano….
“Ho preso l’asciugano e la spugna e son venuto qui; la doccia non l’ho potuta fare, ma almeno mi sono lavato la faccia.  Non posso tirare neanche l’acqua al gabinetto; questo è raccapriciante. Loro menzionano il problema dell’Enel di ieri, questa è stata una cosa contingente, ma da noi il problema è strutturale.  Le persone si lamentano in maniera sterile su Facebook, che sicuramente è una piazza importante per comunicare, ma bisogna fare un salto in più, recarsi presso gli enti. Per esempio qui, fossimo stati 50, probabilmente avremmo ottenuto una visibilità maggiore. Due anni fa ho denunciato Acoset e sindaco per interruzione di pubblico servizio e attentato alla salute pubblica perché si erano presentati problemi analoghi”.
Abbiamo chiesto al primo cittadino, Rosario D’Agata, di darci delucidazioni in merito.
“Ci avevano avvertito ed io l’ho messo sul sito che ieri ci sarebbe stato un distacco di energia elettrica sui pozzi che alimentano Valverde. Alle 16, 30 torna l’energia, l’acqua parte, dopodiché si spaccano le pompe – ha dichiarato, tra l’altro, il sindaco.
“Questo ha comportato disagio in tutta una serie di Comuni, noi siamo gli ultimi di questi. Al di là della contingenza di quello che sta avvenendo, si somma una situazione che soprattutto nelle zone più alte di Valverde sta diventando sempre più cronica – continua.
“Con l’avvicinarsi dell’estate non è possibile che questa cosa sia così. Le tubature sono molto vecchie, c’è una dispersione molto elevata di acqua, tutto ciò comporta un continuo disservizio. Mi ha chiamato una mamma disperata di via Bonaventura, che ha bambini in casa. Come diceva Stefano, c’è un Italia divisa in due, c’è dove si lotta per i matrimoni gay e qui ancora si lotta per avere l’acqua a casa” – conclude.

– Come si evolverà la situazione?
“Sono in contatto h24 con l’ingegnere Pagano; stanno facendo manovre per poter distribuire l’acqua «un po’ e un po’», per cercare di accontentare tutti. A chi abita nelle zone alte di Valverde non ci arriverà mai. In questo momento se si hanno problemi, ma si ha la vasca, si manda l’autobotte”.

Graziella De Maria