Valverde / Ritiro spirituale di alcuni giovani guidati dai padri del Santuario. Un’occasione di riflessione, condivisione e crescita interiore

Sabato 11 e domenica 12 febbraio, alcuni giovani del Santuario di Valverde, sotto la guida di padre Leandro e padre Gelson, hanno vissuto l’esperienza del ritiro spirituale, occasione di crescita interiore, di riflessione e anche di condivisone.

Durante l’incontro di domenica i giovani raccontano l’esperienza vissuta

Tornati da Pozzillo, dalla chiesa Santa Margherita – luogo in cui hanno vissuto l’esperienza – , durante il regolare incontro per i giovani della domenica, hanno raccontato agli altri le emozioni provate e invitato ad essere presenti alla prossima occorrenza.

«Abbiamo provato a fare silenzio, per fare questo dobbiamo uscire dalla confusione, dal quotidiano, allontanarci dagli impegni, dalla scuola e dal lavoro, dagli amici, dal telefono, che in sé è una cosa buona ma che spesso ci ruba tempo, attenzione ed energie – ha spiegato padre Leandro. Ci siamo distaccati da tutto questo, abbiamo provato a fare questo silenzio per ascoltare i nostri rumori interni e le nostre angosce. Non siamo soli nel nostro cammino, ognuno vive momenti di gioia e di difficoltà, ma siamo sempre accompagnati da una persona, dobbiamo essere sempre coscienti che siamo amati da un Dio, da uno che è disposto a venirci incontro e che ha dato la vita per noi. Abbiamo ascoltato il silenzio – ha proseguito padre Leandro -, è stata un’esperienza che non si fa tutti i giorni e che non si ha l’abitudine di fare. Nessuno può amare ciò che non conosce, quanto più conosciamo più amiamo. Se noi non cerchiamo di creare delle condizioni per ascoltare e conoscere, la nostra vita non cambia. Anche se Dio si manifesta nelle persone durante il quotidiano, abbiamo bisogno di vivere questi momenti. Se noi stiamo troppo nella turbolenza non riusciamo ad ascoltarlo. L’esperienza è personale, il Signore ci ha chiamati e ci ha portati lì».

«È stata un’esperienza costruttiva», ci ha detto Giulia, «da fare e da ripetere» ha detto Emanuele, «è stata importate per ascoltare e per ascoltarsi», ha continuato Melanie.

«Si tratta di un’esperienza soggettiva. Ognuno di noi ha provato emozioni differenti a seconda di come sente la propria fede, non è un risultato unico per tutti. Ci sono molte persone che sentono di essere vicino a Dio quando in realtà non lo sono; provando un’esperienza  diversa capisci come in realtà si è distanti dal modo di essere cristiano», ci ha spiegato Salvo.

«L’idea è che torni e che sai che devi fare qualcosa, che ognuno ha la sua cosa che ha pensato e che deve fare», ha aggiunto Caterina.

Per concludere padre Gelson ha fatto capire ai presenti quanto è importante fare testimonianza dell’esperienza vissuta senza aver paura di chi non capirà.
«Questo è stato per voi un momento importante», ha concluso.

Graziella De Maria

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