Vangelo della domenica (15 aprile) / Chi incontra Gesù prova la gioia del suo amore

Canto al Vangelo ( Lc 24,32 )

Alleluia, alleluia. Signore Gesù, facci comprendere le Scritture; arde il nostro cuore mentre ci parli.
Alleluia
Vangelo ( Lc 24,35-48 )
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
Parola del Signore
Riflessione
La Liturgia di questa terza Domenica di Pasqua, presenta il brano del vangelo di Luca nel racconto delle apparizioni di Gesù risorto ai discepoli. I due discepoli che avevano incontrato Gesù risorto e lo avevano riconosciuto nello spezzare il pane, raccontano adesso la loro esperienza agli altri discepoli, e mentre il cuore di chi li ascolta viene assalito da dubbi,  incertezze, nostalgia dei giorni vissuti con Gesù, Gesù appare stando in mezzo a loro. Di fronte alla loro incertezza Gesù li invita a non turbarsi e a non avere dubbi ma a toccare i segni del suo amore, a toccare cioè le ferite delle sue mani e dei suoi piedi forati dai chiodi sulla Croce. Gesù mostra loro di essere lo stesso Gesù crocifisso che adesso è risorto dai morti. Toccando le ferite di questo amore, facendo cioè esperienza dell’incontro con il Risorto, si aprono gli occhi della mente sulle Scritture e il discepolo può così riconoscere l’Amore che cammina con lui ogni istante della vita, sentendo la pace e la gioia di annunciare questo amore fidandosi di Dio, come proclama il Salmista biblico: “In pace mi corico e subito mi addormento, perché tu solo, Signore, fiducioso mi fai riposare”.

Letizia Franzone

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