Vangelo della domenica (15 dicembre) / Il cristiano deve vivere con fiducia la propria esistenza riponendo in Dio la sua speranza

Canto al Vangelo ( Is 61,1 )

Alleluia, alleluia. Lo Spirito del Signore è sopra di me, mi  ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio. Alleluia

Vangelo ( Lc 3,10 – 18 )

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
Parola del Signore

Riflessione

La Liturgia di questa terza Domenica di Avvento , presenta il brano del vangelo di Luca nel racconto di Giovanni Battista che predica nel deserto, esortando la folla alla conversione.  Molta gente andava da lui e gli chiedeva : “Che cosa devo fare?”, ed egli ad ognuno rispondeva  indicando la via giusta per un’ autentica conversione del cuore.  Egli esortava la folla  ad amare il prossimo e a prepararsi  per  accogliere la venuta di Gesù. Il Tempo di Avvento ricorda all’uomo che Dio si è incarnato ed è venuto ad abitare accanto a noi per vivere insieme ad ogni persona il suo amore.
Il cristiano è chiamato  ad un’ autentica conversione affinchè possa scorgere nella sua vita la gioiosa venuta di Dio. Il cristiano, infatti, deve vivere con fiducia e gioia la propria esistenza riponendo in Dio la sua speranza, come ricorda il Salmista biblico nel Salmo Responsoriale di questa domenica: “Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo dì Israele. Ecco, Dio è la mia salvezza: io avrò fiducia, non avrò timore, perché mia forza e mio canto è il Signore; egli è stato la mia salvezza”. E anche  san Paolo nella Seconda Lettura di questa domenica, nella Lettera ai Filippesi esorta i cristiani alla gioia fiduciosa in Dio, dicendo: “ Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti! La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino! Non angustiatevi  per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù”.

Letizia Franzone