Vangelo della domenica (17 novembre) / L’amore trasforma ogni sacrificio in gioia

Canto al Vangelo ( Lc 21,28 )

Alleluia, alleluia . Risollevate e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Alleluia
Vangelo ( Lc 21,5 – 19 )

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita». Parola del Signore
Riflessione
La Liturgia di questa domenica presenta il brano del vangelo di Luca nel racconto di Gesù che esorta i suoi discepoli ad essere perseveranti nella fede, mettendoli in guardia dai falsi profeti.
Gesù dice ai suoi discepoli che nel suo nome verranno perseguitati, odiati, traditi e alcuni uccisi, ma neppure un capello del vostro capo andrà perduto. Chi segue Cristo cioè, deve essere pronto ad essere incompreso, tradito, combattuto da chi odia la verità, ma tutto quello che si compirà per amore di Dio non andrà perduto. L’amore infatti, trasforma ogni sacrificio, ogni dolore, ogni gesto in una gioia profonda e duratura che solo il vivere con Dio può far sperimentare.
Gesù incoraggia i discepoli a non temere nei momenti di prova e a non aver timore di chi giudica e condanna coloro che vivono il Vangelo, poiché Dio è la nostra salvezza è la nostra difesa.
Il cristiano deve saper tenere il capo alzato, consapevole di camminare in compagnia di Dio, come ricorda il Canto Alleluiatico di questa domenica: “Risollevate e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.

Letizia Franzone