Vangelo della domenica (24 novembre) / Solo un cuore umile sa riconoscere l’amore di Dio

Canto al Vangelo (Cfr. Mc 11,9.10)
Alleluia, alleluia. Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene,
del nostro padre Davide. Alleluia

Vangelo (Lc 23,35-43)
In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù],  il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Parola del Signore

Riflessione
La liturgia di questa Domenica, nella Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, presenta il brano del vangelo di Luca nel racconto della crocifissione di Gesù.
Con questa Domenica si conclude l’anno liturgico per dare inizio al Tempo di Avvento.
Questa Solennità ricorda che Cristo è Re di tutta la storia e di tutto l’universo come asserisce san Paolo nella Seconda Lettura di questa domenica: ” Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in Lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in Lui sussistono. Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia Lui ad avere il primato su tutte le cose. E’ piaciuto infatti a Dio che abiti in Lui tutta la pienezza e che per mezzo di Lui e in vista di Lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli”.
Nella Solennità di Cristo Re la Liturgia presenta il racconto della crocifissione di Gesù per far comprendere che la regalità di Cristo è ben diversa dalla regalità che intende l’uomo.
La logica del mondo infatti, riconosce nei potenti, nei dominatori il potere, mentre la logica di Dio riconosce nell’amore la maggiore espressione di regalità.
Nel brano si legge che i capi e i soldati guardando a Gesù crocifisso lo deridevano, non riconoscevano in lui  il Figlio di Dio, colui che Israele attendeva e che la Scrittura annunciava. Attendevano il Salvatore, un salvatore però secondo la mentalità umana, potente e battagliero.
I loro occhi guardavano un uomo in croce con la scritta: Ecco il  Re dei Giudei e non riuscivano a vedere nient’altro che questo.
Solo gli occhi di un malfattore messo su una croce accanto a Lui, seppero riconoscere in Gesù, il Figlio di Dio, il Salvatore atteso dalle genti: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”.
Solo il cuore umile e povero sa riconoscere nel dono gratuito di Cristo crocifisso, il dono della salvezza; solo chi si lascia raggiungere dallo sguardo di Dio può aprire i suoi occhi all’amore e vivere nella sua gioia, come ricorda il Salmo Responsoriale di questa Domenica: “Andremo con gioia alla casa del Signore”.

Letizia Franzone