Vangelo della domenica (8 dicembre) / Dio dimora nel cuore di ogni uomo disposto ad accoglierlo

Canto al Vangelo ( Cfr. Lc 1,28 )
Alleluia, alleluia. Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu fra le donne. Alleluia
Vangelo ( Lc 1,26 – 38 )
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.  Parola del Signore
Riflessione
La Liturgia di questa domenica, nella solennità dell’Immacolata Concezione,  presenta il brano del vangelo di Luca nel racconto dell’ annuncio dell’angelo Gabriele a Maria di Nazaret.
Il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria è stato istituito da Papa Pio IX l’8 dicembre 1954 con la bolla Ineffabilis Deus con la quale si afferma come la Vergine Maria sia stata preservata immune  dal peccato originale sin dal primo istante del suo concepimento. A  Dio piacque che la Vergine dovesse essere la dimora senza peccato per custodire in grembo in modo degno e perfetto il Figlio divino fattosi uomo.
Il racconto del brano si apre con l’angelo Gabriele mandato da Dio ad una vergine di nome Maria alla quale dice: “Rallegrati piena di grazia, il Signore è con te”.
L’angelo invita Maria a gioire della presenza di Dio, a rallegrarsi della stessa gioia di Dio che viene ad adempiere la sua promessa. Quel Dio che non poteva essere raggiunto o visto, si fa carne, diventa uomo nel grembo della Vergine Maria per farsi il Dio – con – noi.
Dio scende nel grembo di Maria per prendere dimora nel cuore di ogni uomo che dice il suo “si” a Dio, come Maria: “Ecco la serva del Signore:avvenga per me secondo la tua parola”. Maria si chiama serva perché totalmente disposta ad obbedire, a lasciare spazio alla Parola e a lasciarla vivere pienamente nella sua vita.
Ogni cristiano è chiamato a dire il suo: “Eccomi” a Dio che desidera abitare nel suo cuore; che desidera donargli la sua gioia piena e lo invita a gioire della sua presenza, come ricorda il Salmo Responsoriale di questa domenica: “Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie”.

Letizia Franzone