Vangelo della domenica (8 luglio) / Chi apre con fede il proprio cuore alla parola di Dio è aiutato nelle proprie fragilità

Canto al Vangelo (Cfr  Lc 4,18)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito del Signore è sopra di me:
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.
Alleluia

Vangelo (Mc 6,1- 6)
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga.
E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Parola del Signore

Riflessione
La Liturgia di questa domenica propone il brano del vangelo di Marco nel racconto di Gesù che ritorna nella sua patria con i suoi discepoli. Tra la sua gente però, Gesù non trova molta accoglienza, ma sfiducia e pregiudizio. Insegnando nella sinagoga, la gente che lo ascoltava si meravigliava della sapienza con la quale spiegava la Sacra Scrittura poiché conoscevano la sua famiglia modesta: “Non è il falegname…”; e si scandalizzavano perché non avevano fede in lui. I loro ragionamenti gli impedivano di aprire la mente e il cuore all’ascolto della parola di Dio che in mezzo a loro si comunicava e si rivelava per mezzo di Gesù.
Nella sua patria, tra la sua gente, Gesù non può operare molti miracoli e compiere prodigi per la mancanza di fede: “E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì”. Guarì solo alcuni malati, coloro cioè che sentono la loro debolezza e la riconoscono come tale, sono consapevoli di non essere autosufficienti ma bisognosi di essere salvati e guariti da Cristo, a differenza di coloro che invece si sentono sani e autosufficienti, imprigionati dentro i loro schemi e pregiudizi. Solo chi apre il proprio cuore e la propria vita con fede e umiltà all’ascolto della parola di Dio può essere sanato dalle sue fragilità e debolezze e riconoscere Gesù che gli sta accanto: “I nostri occhi sono rivolti al Signore”, prega il Salmista nel Salmo Responsoriale di questa domenica.

Letizia Franzone  

 

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